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Picchia a sangue la convivente: è arrestato per maltrattamenti

di Stefano Totaro
Picchia a sangue la convivente: è arrestato per maltrattamenti

I carabinieri fanno irruzione in casa e trovano la donna atterrita e ferita con il volto tumefatto Il pestaggio davanti ai figli che hanno cercato invano di placare l’ira del 52enne ora in carcere

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I figli di 17 e 18 anni terrorizzati, lei, la madre, con il volto tumefatto e sanguinante, che a malapena riusciva a parlare per la serie di colpi che aveva ricevuto. Lui era visibilmente alterato e probabilmente la sua ira era alimentata anche dall’alcol: all’arrivo dei militari dell’Arma ha placato la sua furia rimanendo in stato confusionale tanto da essere portato per accertamenti sanitari al pronto soccorso dell’ospedale. Stessa meta anche per la sua convivente, ma per altri evidenti motivi. La donna, 52 anni come il suo aggressore, non è stata ricoverata ma medicata. I carabinieri, dopo aver sentito i presenti e raccolto le loro testimonianze, hanno arrestato il 52enne per lesioni e maltrattamenti in famiglia. Quanto è emerso sin dalle prime indagini è una lunga storia di botte, di vessazioni, di violenze psicologiche e fisiche alle quali la donna era sottoposta dal convivente di pari età: un italiano senza precedenti penali e che spesso cambiava lavoro. Il quadro che i carabinieri hanno ricostruito è quello purtroppo diffuso, tipico dei casi dei maltrattamenti in famiglia, quello del padre padrone che, per sua natura propria, per indole e a volte aiutato dall’alterazione dell’alcol che alimenta l’aggressività, sfogava in casa il suo “carattere” picchiando, imponendosi con violenza, rendendo via via impossibile la vita di chi aveva di fianco, in questo caso la convivente e i due figli adolescenti. L’altra sera alla centrale erano giunte più chiamate: erano quelle dei vicini che sentivano provenire dall’appartamento urla, rumori di oggetti che si rompevano, rumori che facevano pensare a colluttazioni in atto. E, dicendo che non era la prima volta che sentivano tutto ciò, avevano paura che stesse succedendo qualcosa di grave. I militari pertanto sono accorsi e una volta arrivati all’interno dell’appartamento hanno trovato una scena inequivocabile: alcune stanze messe a soqquadro, la donna ferita e sanguinante per terra. I due figli, come hanno riferito i carabinieri, avevano cercato di placare l’ira dell’uomo, ma sono stati colpiti pure loro. Quanto a cosa avesse acceso la miccia di questo litigio non ha importanza, come del resto non lo aveva anche in occasione degli altri litigi: banali motivi, un minimo screzio e la violenza si scatenava.

Non c’era un motivo di fondo: non era per gelosia e nemmeno per insoddisfazioni o preoccupazioni legate al lavoro da sfogare. Già in passato c’erano state segnalazioni, non denunce formali, da parte della donna: queste assieme ad alcuni referti medici hanno confermato il quadro generale di maltrattamenti che duravano da tempo. L’arresto è stato convalidato.

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