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Rocca di Levizzano: dieci secoli di storia dal Medioevo ad oggi

di Maria Vittoria Melchioni
Rocca di Levizzano: dieci secoli di storia dal Medioevo ad oggi

Il castello tra i più antichi della provincia di Modena fu voluto dalla Chiesa contro la calata degli Ungari

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La prosperità del nostro territorio era nota già ai tempi degli antichi romani, una ricchezza che non è assolutamente diminuita durante il medioevo quando le incursioni dei barbari hanno reso necessaria la fortificazione di palazzi e la costruzione di fortezze. E la provincia di Modena ne conta ben diciassette tra rocche e castelli. Situati per lo più sulle sinuose colline ricoperte di vigneti che precedono gli Appennini, questi edifici, ricchi di storia, sono in gran parte visitabili.

Il primo castello che vi segnaliamo è quello di Levizzano Rangone, tra i più antichi della provincia, eretto nella piccola frazione di Castelnuovo, per difendere la zona dalla calata degli Ungari. Siamo attorno all'890, l'edificio ha le sembianze di una piccola rocca circondata da un fossato ed è di proprietà della Chiesa di Modena, come riportano i documenti dell'epoca.

Le notizie seguenti risalgono al 1038. Le dimensioni della rocca sono molto imponenti: con i suoi 2750 metri quadri possiamo già parlare di un piccolo castello (grande però a sufficienza per poter dare riparo a tutta la popolazione delle campagne circostanti, compresi gli animali, in caso di attacco) con tanto di cinta muraria e torre d'avvistamento a pianta quadrata, più nota come “Torre Matildica”.

La torre che ammiriamo ora, è posta ad est e non può essere quella originaria. La struttura muraria mista in mattoni e pietra, è coronata da un apparato a sporgere, in mattoni, forse quattrocentesco o della seconda metà del secolo XIV, costituito da mensolette, che reggono merli di foggia ghibellina, fra loro uniti superiormente da archi, che portano il tetto a quattro falde. La parte dell'edificio posta a sud è invece occupata dalla cappella, ora sconsacrata, dedicata ai Santi Adalberto ed Antonino.

In questi anni il vescovo di Modena cede il castello al marchese Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa. Nei secoli successivi passò ulteriormente di proprietà, arrivando ai Levizzani che lo abitarono fino al 1337. Durante la loro permanenza ampliarono la costruzione erigendo il primo nucleo del Palazzo e forse la galleria sotterranea che lo collega alla Torre. Nel 1342 la proprietà passò ai marchesi Rangoni che, durante il '500, tramutarono la costruzione feudale fortificata in un'elegante dimora signorile.

Di quest'epoca sono le “Stanze dei vescovi”. Situate al pianterreno, hanno un pregevole soffitto a cassettoni ornato con gli stemmi di famiglia, fregi e figure allegoriche. Paesaggi che riproducono fedelmente il paesaggio com'era al tempo, ricoprono lo spazio restante. La fascia più alta delle pareti presenta riquadri affrescati all'interno con scene cavalleresche, di caccia e d'amore. I Rangoni furono i signori del castello fino alla fine del '700 in piena epoca napoleonica. Il restauro effettuato dai conti nel XIII secolo, fu seguito da altri interventi nell'Ottocento e nel Novecento, dopo che, nel 1921, il Castello divenne di proprietà del Comune di Castelvetro.

L'ultimo importante intervento di recupero e restauro è datato 2007 e ha interessato oltre il 70 per cento dell'intero fabbricato, sia all'esterno che negli interni, rendendolo perfettamente funzionale per l'allestimento di mostre, attività culturali e di svago, compreso uno spazio ristorazione. Il castello è aperto da Marzo a Ottobre. Il calendario di apertura è programmato trimestralmente. Nelle giornate di apertura inoltre è fissata anche la visita guidata all’interno del castello.

Ma a Levizzano il castello non è l'unico luogo storico degno di visita. Ai piedi della residenza dei Rangone si estende infatti il Campo di San Rocco, un ex cimitero napoleonico recentemente ristrutturato. Lo segnaliamo perché è uno dei rari casi del suo genere e ancora conserva gli espedienti architettonici tipici dell'epoca come gli archi in successione che circondano un'area ora dedicata allo svolgimento di concerti e manifestazioni.

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