Strage sfiorata tra risarcimenti ed eredità
San Felice. Impresario funebre nominato erede da Guerzoni: «Non sapevo nulla». La decisione al figlio
SAN FELICE. «Non mi aveva mai contattato, non ho mai parlato con lui. Ho curato in effetti il funerale della madre, anni fa, ma non ero al corrente di questo testamento. Tantomeno, se c’è bisogno di precisarlo, delle intenzioni di Guerzoni».
Liquida così la sua posizione l’impresario funebre “nominato” erede dall’assassino aspirante stragista di via Perossaro Vecchia, nei biglietti di rivendicazione trovati dai carabinieri e dai vigili del fuoco nella palazzina. In cambio, Guerzoni gli chiede solo di curare la sua cremazione.
L’impresario ha chiarito queste circostanze a quanti, amici ed autorità, gli hanno chiesto conto della situazione. Aggiungendo off-record che non sarà certo lui, nell’ambito dell’agenzia, a seguire l’eventuale pratica.
Inoltre, per quanto i rapporti di Guerzoni con il figlio fossero diradati, il 58enne ex falegname ed ex riscossore di contratti per conto di una ditta di vigilanza, al primogenito spetterebbe una quota rilevante dell’eredità. Così come spetta solo a lui - al figlio - decidere sull’eventuale cremazione del padre, per cui il biglietto-testamento ha un valore giuridicamente limitato. Non è detto poi che il figlio decida di accettare l’eventuale eredità. Anche perchè di mezzo ci sono i risarcimenti. Alla famiglia della 62enne assassinata, cui è stato danneggiato gravemente anche l’appartamento. E ai figli della anziana deceduta lo scorso anno, proprietari del terzo appartamento attualmente vuoto.
Perchè questa storia in una San Felice solo in parte indifferente - davanti alla palazzina “dei cantonieri della Provincia” c’è da un paio di giorni un certo “turismo” - si incrociano le vite di tante persone.
Comprese quelle di questi proprietari non residenti, cui una tragedia inattesa e sconcertante ha rischiato e rischia di far saltare tanti progetti. Tanto che ieri uno dei due si è rivolto ai carabinieri per sapere se e quanto questa situazione si protrarrà. a cominciare dal sequestro dell’edificio, per passare alla spinosa questione dei risarcimenti.
Il motivo è semplice: stava per cedere la sua quota in vista del matrimonio, già programmato da tempo, che si terrà proprio in queste ore.
E la cessione della quota doveva servire alla costruzione di una nuova famiglia.
Poi c’è la famiglia Singh. Sei mesi fa avevano speso 80mila euro per acquistare l’appartamento reso inagibile dalla folle e pianificata azione di Guerzoni. Si ritrovano con un familiare assassinato e senza casa, alle prese con la tenue speranza di recuperare qualcosa dal Guerzoni. Che, va precisato, è ancora vivo, anche se in condizioni disperate, quelle di chi si è sparato due colpi alla testa. (ase)
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