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Torreggiani cede ed esce dalla Camera

Torreggiani cede ed esce dalla Camera

Si dimette da presidente. Cna: «Il successore non sia delle associazioni». Intanto è lite tra Confcommercio e Confesercenti

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Con una lettera inviata a Giunta e consiglieri della Camera di Commercio, nella serata di ieri, il presidente Maurizio Torreggiani ha annunciato le proprie dimissioni. Con poco più di anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. Una decisione maturata in questi giorni in cui, dopo le sue dimissioni da direttore generale di Cna, si era fatto forte il “pressing”, pubblico (vedi il “Vattene” di Confesercenti), ma anche e soprattutto nei corridoi delle associazioni modenesi (anche tra alcuni dei suoi oppositori in Cna), in quanto non essendo più lui alla guida della più grande associazione di imprese modenese, avrebbe perso di autorevolezza nel guidare l’ente nella fase di riforma in arrivo.

SILENZIO. Torreggiani non ha spiegato i perché e i per come della sua decisione. Un silenzio volontario che, pare, intenda mantenere per qualche tempo. Anche se - ne siamo certi - di sassolini nella scarpa, in questi mesi ne dovrebbe aver accumulato più di qualcuno.

Ha parlato invece la “sua” Cna annunciando con rammarico le dimissioni: «Continuiamo a ritenere che la sua figura sarebbe la più indicata a gestire la riforma delle Camere di Commercio, un processo iniziato proprio con la sua presidenza. - scrive Cna - In ogni caso, ci preme ringraziare Maurizio Torreggiani per il lavoro svolto presso l’ente camerale, un ringraziamento che nasce da una valutazione positiva dell’attività e delle azioni della Camera in questi anni». E prosegue ricordando come le sue scelte siano sempre state ampiamente condivise da Giunta e Consiglio. Oltre che dalle imprese, specie per quanto fatto in occasione del terremoto. «Inoltre, l’ente camerale, vedi le statistiche, è tra i più efficienti in Italia. - prosegue - È sulla base di queste valutazioni che si basano le nostre positive considerazioni sull’operato di Torreggiani». Dopo Cna, anche alla Camera finisce dunque l’era Torreggiani. Se si spenga anche la sua “stella” è tuttavia presto per dirlo.

INDIETRO TUTTI. Intano Cna guarda anche al successore di Torreggiani. E - a sorpresa - non avanza primogeniture sulla presidenza. Anzi, sembra sparigliare le carte auspicando che non solo Cna ma tutte le associazioni di categoria si defilino dalla corsa alla presidenza.

«Riteniamo che il Consiglio Camerale debba individuare una persona del mondo dell’economia che tuteli, come ha fatto Torreggiani, le esigenze sia dell’industria che delle piccole imprese di tutti i settori, oltre a saper gestire il delicato passaggio della riforma camerale. - aggiunge Cna - Di certo, il sostituto di Torreggiani non dovrà necessariamente avere targhe associative: il requisito richiesto al Presidente camerale non deve essere quello dell’appartenenza, ma la professionalità e la competenza. Per essere chiari, Cna non rivendica ruoli nella scelta del prossimo presidente, perché Cna non è interessata a rendite di posizionamento autoreferenziali».

Un messaggio rivolto a Confesercenti o, piuttosto, a Lapam, sin qui molto silente. O a qualche altro personaggio che già si muove nelle retrovie? Chissà. Di sicuro si apre una partita tutta da seguire.

IL RIMPROVERO. Un colpo di scena, quello delle dimissioni di Torreggiani giunto al termine di una giornata che, sul fronte-associazioni, aveva visto accendersi una lite tra Confcommercio e Confesercenti. Aperta da Confcommercio che, a questo punto fuori tempo massimo, era intervenuta per difendere Torreggiani dal “Vattene” di Confesercenti e accusarla di tramare sottobanco. Confcommercio rimproverava Confesercenti «per una richiesta di dimissioni fatta a mezzo stampa e non in occasione della riunione del 31 maggio di tutte le associazioni di categoria di Rete Imprese Italia e soprattutto nelle sedi proprie - commenta il presidente Giorgio Vecchi - In quella sede si era ravvisata l'opportunità di evitare brusche e pericolose accelerazioni».

ALLINEATI. Parole che confermavano Torreggiani presidente. Ma al tempo stesso Vecchi aggiungeva che se, in conseguenza delle riorganizzazioni e degli avvicendamenti avvenuti nei scorsi giorni in Cna, «dovesse aprirsi una fase di transizione per la Camera di Commercio, ci muoveremo, come abbiamo sempre fatto, con grande trasparenza e soprattutto nel rispetto delle regole previste per l'eventuale elezione di un nuovo presidente». E aggiunge - alludendo a Confesercenti? - «Non ci presteremo a giochi al massacro, ad operazioni sottobanco orchestrate da chicchessia dietro le quinte e che non sono proprie dell'etica delle imprese. Perché per la nostra Associazione le ambizioni personali vengono, sempre e comunque, dopo l'obiettivo di preservare la Camera, patrimonio delle imprese».

È LA STAMPA... Parole alle quali Massimo Silingardi di Confesercenti aveva risposto seccamente. Intanto ricordando a Vecchi che la richiesta di dimissioni, prima di farla sulla stampa, lui l’aveva fatta proprio nel corso della riunione del 31 maggio di Rete Imprese Italia. E rivela che in quella riunione Confesercenti fu invitata ad attendere, fino ad eventuale accensione dei riflettori dei giornali sul tema presidenza... È per questo, prosegue Silingardi, che ha deciso in modo trasparente di dire la sua ai quattro venti: Torreggiani se ne deve andare, cosa che avrebbe dovuto invitare a fare la stessa Rete Imprese».

POTERE A CNA. Rivolgendosi a Cna la invitava a sua volta a favorire l’uscita di scena di Torreggiani, rimpiazzandolo con un’alternativa sufficientemente autorevole. Senza per questo mettere in discussione l’accordo sulla presidenza a Cna. «Ritengo che sia la recente evoluzione dei fatti ad imporre questo percorso, senza indugiare e attendere ulteriori “puntate sulla stampa”. Dove starebbero quindi, caro Vecchi, scarsa trasparenza, mancato senso etico e fantomatici ispiratori? Siamo seri, evitiamo dietrologie». (a.m)

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