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«Dal bicameralismo perfetto al “confuso”»

«Dal bicameralismo perfetto al “confuso”»

Da quando il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il suo ministro alle Riforme, Maria Elena Boschi, hanno chiamato in causa i partigiani nel processo di rinnovamento della Costituzione, l’Anpi...

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Da quando il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il suo ministro alle Riforme, Maria Elena Boschi, hanno chiamato in causa i partigiani nel processo di rinnovamento della Costituzione, l’Anpi ha deciso di prendere una posizione chiara e ben definita: ha scelto di non dare il proprio appoggio alla riforma invitando i cittadini a votare “no” al prossimo referendum. «Se le riforme dovessero superare la prova del referendum - spiega di fronte al banchetto per la raccolta firme William Garagnani, vice presidente dell’Anpi provinciale - assisteremmo alla cancellazione del bicameralismo perfetto e alla conseguente creazione del bicameralismo confuso. Noi non siamo contro il governo ma proteggiamo la Costituzione. Siamo la coscienza critica della Costituzione».

Entrando nello specifico sono essenzialmente tre i motivi per cui Garagnani voterà “no” al referendum: «Anche se viene presentata come una riforma che snellisce la burocrazia in molti mettono in evidenza come per alcune leggi i passaggi in Parlamento aumenteranno. L’articolo 70 della Costituzione che prima era composto da poche parole ora è di diverse pagine. Questo da il senso di quanto questa riforma sia complicata. A questo si aggiunge la falsa illusione del risparmio: rimarrà intatto l’80 per cento di spesa. Prima di tutto la democrazia non dovrebbe essere misurata in base al costo ma se questo è il metro da utilizzare allora sarebbe stato meglio dimezzare il numero di deputati e di senatori lasciando inalterate le funzioni delle Camere. In questo modo si sarebbe ottenuto un risparmi evitando di snaturare la Costituzione. Senza dimenticare il fatto che con questa riforma non saremo più noi a scegliere i componenti del Senato. I nuovi senatori, sindaci e consiglieri regionali, avranno due ruoli: come potranno conviverci?».

Garagnani torna poi sulla Costituzione: «Non è certo una legge ordinaria che può essere cambiata così a cuor leggero. Non c’è urgenza di cambiare la Costituzione, molto meglio spendere un altro po’ di tempo per ragionare e trovare una strada corale. Non bisogna certo cambiare tanto per modificare qualcosa». Una linea che, nonostante sia stata approvata a maggioranza all’interno di Anpi non trova tutti d’accordo. È lo stesso Garagnani a sapere che «anche dentro Anpi ci sono posizioni differenti. Questa è la linea dell’associazione. Proprio per questo motivo abbiamo già organizzato due incontri a Modena. Vogliamo aprire un dialogo che coinvolga la maggior parte dei cittadini per renderli consapevoli e prepararli al voto di ottobre. Il banchetto in piazza Mazzini è stato creato proprio per incontrare la gente e parlare con loro. Noi continueremo a fare dibattito sul merito della riforma in modo da svolgere il nostro ruolo di coscienza critica». (an.pe.)

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