Gazzetta di Modena

Modena

L’Anpi si scontra sulla Costituzione

di Andrea Perini

Nostante la presa di posizione ufficiale che propende per il «no», nell’associazione ci sono diverse voci fuori dal coro

1 MINUTI DI LETTURA





Superata la domenica elettorale, che porterà alle urne più di 13 milioni di cittadini, l’Italia inizierà la sua cavalcata verso il referendum costituzionale di ottobre. Ancora una data definitiva non c’è ma quelli che ci separano dal referendum saranno mesi incandescenti (sotto il profilo politico e non climatico). Ma cosa prevede la riforma Boschi? In primis: il superamento del bicameralismo perfetto, caratteristica dell’attuale assetto istituzionale italiano. Con la riforma sarà solo la Camera dei deputati l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che dovrà approvare le leggi ordinarie e di bilancio e accordare la fiducia al governo. Il Senato si trasforma in ‘Senato delle Regioni’, cioè un organo rappresentativo delle autonomie locali con funzione di raccordo. I senatori passeranno da 315 a 100, non più eletti direttamente dai cittadini. 95 di loro saranno scelti dai consigli regionali: 21 sindaci e 74 consiglieri. Il Presidente della Repubblica nominerà altri 5 senatori che decadranno dopo 7 anni. Il ‘Senato delle Regioni’ si esprimerà sui progetti di legge approvati dalla Camera ed entro 30 giorni potrà proporre modifiche. Quando sarà eletto il Presidente della Repubblica, la Camere voteranno in seduta comune. Infine: il Cnel sarà abolito e alcune ambiti di competenza passeranno dalle regioni allo stato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google