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Libera la salma della donna assassinata

Libera la salma della donna assassinata

San Felice. Il killer Guerzoni resta in coma irreversibile. Voleva morire nell’esplosione del palazzo

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SAN FELICE. Eseguita l’autopsia, la salma di Kamaljit Kaur è stata restituita alla famiglia. Ieri il figlio Gurpreet Sing si è riunito con i parenti, per decidere se far partire il feretro della madre per l’India, circostanza che renderà necessarie parecchie pratiche burocratiche. O invece celebrare le esequie a San Felice, dove la 62enne assassinata da Guerzoni abitava ormai da un anno e mezzo, da gennaio 2015 quando era arrivata per accudire il nipoti no..

Il pensiero di Gurpreet è per una scelta che possa soddisfare suo padre (che è in India e ha consigliato di restare in Italia) e i famigliari.

Ma è anche per Enrico Guerzoni, il 58enne disoccupato che ha ucciso sua madre e risparmiato, in circostanze da chiarire, il piccolo Manraaj, di appena 20 mesi, che la donna teneva in braccio nel corso dell’agguato che le è stato teso in fondo alla scala del condominio di via Perossaro Vecchia: «Quell’uomo, quell’uomo è ancora vivo?», domanda Gurpreet.

L’operaio trentenne immigrato dall’India una decina di anni fa vuole capire se un giorno potrà mai guardarsi in faccia con Guerzoni.

Mercoledì, mentre i sanitari soccorrevano l’assassino, Gurpreet era sconvolto, al punto che si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per tranquillizzarlo un po’. Il confronto comunque non ci potrà mai essere: Guerzoni versa in coma irreversibile all’ospedale di Baggiovara. È stato operato al cervello. trapassato dal colpo della pistola che si è sparato in cantina con la sua calibro 22, proprio mentre i vigili del fuoco entravano nella palazzina e soccorrevano la donna, esanime a terra nell’atrio.

Guerzoni avrebbe forse voluto morire con l’esplosione del palazzo. Programmata non solo con l’utilizzo di bottiglie piene di liquido infiammabile. Soprattuto aprendo una bombola del gas. Per sua sfortuna c’è stato l’intervento del vigile del fuoco che ha sentito il sibilo e prima di far entrare i soccorsi ha chiuso la bombola «(speriamo che qualcuno gliene renda merito...). In secondo luogo, si trattava probabilmente di gpl, gas più pesante dell’aria, che tende al basso. Fosse stato metano, sarebbe salito in fretta verso le fiamme che Guerzoni aveva appiccato in tutta la casa, specie lungo le scale dove ha teso il tranello alla sua vittima. In quel caso, ogni intervento poteva essere tardivo.

Guerzoni, nonostante le sue condizioni, resta in stato di arresto per omicidio (nessuno ha ancora formalizzato la tentata strage), piantonato dalla polizia penitenziaria, mentre si stanno completando gli ultimi accertamenti di una vicenda ormai chiara. (ase)

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