Ora è guerra di poltrone per il dopo-Torreggiani
Le associazioni divise, Rete Imprese Italia crollata tra gli scambi di accuse, giunta sempre meno rappresentativa. Lapam prova a ricucire per la presidenza
La lettera di dimissioni di Maurizio Torreggiani dalla presidenza della Camera di Commercio è di venerdì sera, ma le grandi manovre per il suo successore sono partite già da alcuni giorni. Praticamente in contemporanea con la sua uscita di scena dalla direzione generale della Cna. Il tutto secondo la tesi, resa pubblica da Confesercenti: presidente non più rappresentativo di alcuna associazione, uguale presidente della Camera meno autorevole e rappresentaivo per il territorio modenese.
La rappresentatività. Il vederlo reso noto così esplicitamente ha probabilmente spinto l'ex-direttore generale Cna a farsi da parte. Più per evitare di rimanere sulla graticola, per settimane e settimane, che per convinzione. Già perché a ben vedere non è l'unico non rappresentativo presente alla Camera. Se è vero questo, stiamo parlando di un ente di persone che non rappresentano più nessuno. Alcuni esempi: Lauro Lugli non è più presidente di Legacoop Modena ma siede ancora in Camera di Commercio. Gaetano de Vinco non è più presidente di Confcooperative ma siede ancora in Camera di Commercio.
Tuttavia c'è anche da chiedersi: se siamo di fronte ad una giunta delegittimata allora come si arriverà a scadenza naturale (luglio 2018)? È una delle questioni che dovranno giocoforza essere esaminate in queste settimane che porteranno alla scelta del nuovo presidente.
La successione. Teoricamente il presidente dovrebbe essere eletto all'interno del consiglio (composto da 30 persone) e reggere per i restanti due anni. Sarà veramente così? Il dubbio è d'obbligo e le parole con le quali Cna ha precisato di non voler accampare pretese sulla successione di Torreggiani, proponendo al tempo stesso di pescare il presidente al di fuori del giro delle associazioni andando a pescare un autorevole personaggio del mondo delle imprese sembra indicare la strada da seguire.
L'elezione di Torreggiani fu possibile grazie ad un patto di ferro tra Lapam e Cna e di tutto il mondo artigiano. Al momento questo non pare possibile. Vedi l'indicazione di Cna. Se sul fronte del commercio poi aggiungiamo la tensione venutasi a creare tra Confcommercio e Confesercenti, si può parlare di griglia di partenza da tutti contro tutti.
Mancano i numeri. Chi dunque può aspirare alla presidenza? Confesercenti e Lapam sarebbero i primi ad essersi mossi. Confesercenti non ha grandi velleità di portare a casa il presidente, cercherà l'accordo più unanime possibile. Idem si può dire di Confcommercio. Anzi leggendo le parole di Giorgio Vecchi, pubblicate l'altro giorno in difesa di Torreggiani, sembrerebbe stare più dalla parte di un’indicazone proveniente da Cna.
Silenzio rumoroso. E Lapam, sin qui silente? Viene da molti indicata come l'associazione che più di altre si sente in dovere di dire “Questa volta è il mio turno”, Munari sarebbe l'uomo pronto al salto in via Ganaceto. Si sussurra anche di una benedizione di Gian Carlo Muzzarelli o, in subordine, del tentativo di ottenere un suo aiuto nella spinta a Lapam verso la presidenza. Aritmeticamente, però , allo stato i numeri per vincere la presidenza non ci sarebbero (servono 17 voti per la presidenza). Fonti vicine all'associazione Lapam fanno sapere che lunedì pomeriggio ci sarà una giunta d’urgenza dove si discuterà dell’affare Camera.
Rete Imprese crolla? La posizione di Lapam è quella di provare a ricucire lo strappo dentro a Rete Imprese Italia, perchè, in effetti, a questo punto, vista la spaccatura Confesercenti-Confcommercio, Rete Imprese crolla. Anzi secondo alcuni il caso Torreggiani ha messo la parola fine alla credibilità di Rete Imprese come soggetto in grado di compattare.
Tra i due litiganti... Ipoteticamente Confcommercio, dal canto suo, potrebbe sperare che tra i litiganti Cna da una parte e Lapam-Confesercenti dall’altra potrebbe finire con il rivestire il ruolo del terzo che gode. E qui potrebbe spuntare il nome di Claudio Furini di Confcommercio appunto, che non ha più cariche di primo piano nell'associazione, ma è rimasto alla Camera. Ma se Torreggini privo di ruoli alla Cna non è considerato autorevole né rappresentativo, come potrebbe esserlo Furini?
E gli altri soggetti di primo piano in campo? Confindustria potrebbe teoricamente accampare aspirazioni di presidenza. In realtà come noto Confindustria è abituata a fare vita a sè. E comunque dal punto di vista rappresentativo è più interessata dalla guida di Democenter che permetterà di seguire la meglio il settore innovazione per le imprese. Legacoop oggi come oggi non pare essere in pole position per la presidenza. E allora? Allora servirà un tessitore in grado di smussare spigoli e scorie di queste settimane e guardare oltre nell'interesse del territorio modenese. I primi segnali potrebbero arrivare in occasione della prima riunione della Giunta. Ma non c'è fretta, si potrebbe arrivare alla presidenza addirittura a settembre. (a.m.)
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