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Quattro feriti con un bimbo nell’incidente di San Felice

Quattro feriti con un bimbo nell’incidente di San Felice

E' emerso nelle scorse settimane sulla stampa locale un articolo, non smentito, che riferisce di decisioni già prese in merito al futuro di Aimag da parte dei sindaci dei comuni soci, esito di una...

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E' emerso nelle scorse settimane sulla stampa locale un articolo, non smentito, che riferisce di decisioni già prese in merito al futuro di Aimag da parte dei sindaci dei comuni soci, esito di una riunione avvenuta in una sede non istituzionale e non aperta al pubblico.

Non sono note le motivazioni di tale presunta decisione, né del resto sarebbe stata la sede adatta per esprimerli.

Un argomento di tale rilievo, per la vastità politica, economica e temporale dei suoi effetti, non può essere deciso nel chiuso di una riunione di partito, né può essere limitato ad una mera procedura ordinaria di deliberazione di consiglio, che notoriamente non coinvolge la stragrande maggioranza dei cittadini elettori.

La Regione Emilia-Romagna ha emesso una legge regionale specificamente orientata a favorire la consultazione e la partecipazione dei cittadini alla elaborazione delle politiche locali (si tratta della L.R. n. 3 del 9.2.2010). Questa legge oltre ad incoraggiare la partecipazione dei cittadini per decisioni strategiche come quella di cui si discute, prevede anche il finanziamento e la regolamentazione di processi di partecipazione popolare.

Tutto quanto sopra premesso e considerato, il sottoscritto consigliere comunale propone al consiglio comunale di esprimere parere positivo alla seguente MOZIONE:

si impegna il Sindaco ad avviare un processo partecipativo ai sensi degli artt. 4 e 5 della L.R n. 3 del 9.2.2010, allo scopo di perseguire numerosi obiettivi stabiliti dalla medesima legge, quali (art. 2):

a) incrementare la qualità democratica delle scelte delle Assemblee elettive e delle Giunte, a livello regionale e locale, nel governo delle loro realtà territoriali e per quanto di loro competenza;

b) creare maggiore coesione sociale, governando la conflittualità, facilitando l'individuazione di obiettivi e mezzi condivisi tra gli attori territoriali: amministrazioni pubbliche, istituti pubblici, associazioni di rappresentanza economica e culturale, imprese, famiglie e cittadini;

c) operare per elevare la qualità delle risorse immateriali quali la fiducia collettiva, il sapere contestuale e le competenze di coordinamento attivabili soltanto con il confronto critico costruttivo, costante e inclusivo di tutti gli attori territoriali destinatari delle decisioni pubbliche

richiedere alla Regione Emilia-Romagna il sostegno tecnico e finanziario previsto dall'art. 9 della citata L.R. n. 3/2010 per l'espletamento del processo partecipativo.

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