Spaccio, arrestati due studenti
Pavullo. Sorpresi dai carabinieri all’uscita dalle Marconi con due etti di droga. Decine di giovani clienti
PAVULLO. Droga tritata, come il caffè. È un costoso cellulare per pesarla, grazie ad una “app” di ultima generazione, che gli consentiva di confezionare sul posto e al bisogno le dosi per i compagni di scuola.
Ha dell’inquietante la scoperta dei carabinieri di Serramazzoni, che venerdì pomeriggio hanno arrestato due giovani studenti delle Marconi, proprio all’uscita dall’istituto scolastico di Pavullo. Inquietante per le modalità operative - finora piuttosto sconosciute - con le quali i due studenti distribuivano “felicità” ai coetanei e si teme anche ai minorenni.
Sulla identità dei clienti ora sono in corso gli accertamenti: i carabinieri hanno sequestrato ai due “mercanti” anche i telefoni cellulari, dai quali risaliranno a ritroso. Un po’ come era accaduto già un anno fa, quando i militari di Serra nell’individuare ed arrestare uno spacciatore “scolastico” avevano individuato una quarantina di giovani consumatori, a dare l’idea di un fenomeno purtroppo molto diffuso, sotto il naso di tanti ignari genitori.
I due arrestati - Anas, 19 anni, di Lama Mocogno e Zakaria, 18 anni, di Pavullo - hanno trascorso una notte nelle camere di sicurezza della compagnioa carabinieri di Pavullo e ieri mattina sono comparsi davanti al giudice di Modena, dottoressa Bellentani, per la convalida dell’arresto disposto dal sostituto procuratore Stefani. Al giudice hanno raccontato verità alternative: uno che non sapeva niente, l’altro che un amico gli aveva dato quella merce che lui pensava non fosse droga da nascondere in stazione a Pavullo...
L’arresto è stato convalidato, e i due - che qualche problema lo avevano già avuto in passato con i carabinieri - subito liberati, anche per consentire loro di studiare in questa fase decisiva dell’anno scolastico e anche se Anas ha l’obbligo di dimora a Lama Mocogno, dove dovrà starsene in casa dalle 22 alle 6 del mattino.
Dal giudice ci torneranno il 19 luglio, per sostenere il processo con rito abbreviato.
Dove si discuterà della app scaricabile con lo smartphone: basta appoggiare la droga in polvere sopra lo schermo e il telefonino sostituisce mitica la bilancia di precisione. Tanto che i due avevano al seguito il materiale per confezionare le dosi, una volta concordata la quantità. In classe, nelbagno della scuola...dove potevano.
Perchè quando sono usciti dalla scuola su una Fiat Panda avevano ancora quasi due etti di hascisc in polvere, avanzati da una mattinata evientemente intensa. I carabinieri di Serra, che stavano conducendo l’indagine, li hanno fermati subito, notando un certo nervosismo. E infatti da un giubbotto del sedile posteriore sono spuntati i 2 etti di droga in polvere. Boffonchiando, i due hanno detto di non sapere cosa fosse, e altre amenità. Ma il test ha rivelato trattarsi di hascisc. In tasca avevano anche parecchi soldi, che mal di conciliano con famiglie di immigrati numerose e senza occupazione. Dal telefonino poi è emerso il resto, a partire dalla innovativa app. Tutto sufficiente per far scattare le manette. E ovviamente le preocupazioni dei pavullesi e di tante famiglie.
Alberto Setti
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