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«Una Camera più vicina a tutti i cittadini»

«Una Camera più vicina a tutti i cittadini»

Il dibattito che sta accompagnando la riforma costituzionale ha portato anche all’interno di Anpi divisioni e punti di vista differenti. Mentre il presidente di Anpi della provincia di Modena, Aude...

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Il dibattito che sta accompagnando la riforma costituzionale ha portato anche all’interno di Anpi divisioni e punti di vista differenti. Mentre il presidente di Anpi della provincia di Modena, Aude Pacchioni, ha dettato la linea del “no” al prossimo referendum (dopo la scelta dell’assemblea) tra i banchi del consiglio direttivo c’è chi dissente. È il caso di Maurizio Davolio che questa volta disobbedirà: «Non solo voterò sì al referendum ma mi metterò -spiega - a sostegno della campagna per il “sì”. Il mio sarà un sì convinto e pieno sia perché condivido l’impianto e i contenuti della riforma che ci porta a realizzare una sistema istituzionale che, restando fedele ai principi e ai valori fondamentali della Costituzione, consente di avere una sistema di formazione delle decisioni, degli iter parlamentari, del rapporto fra governo centrale e regioni, del rapporto governo Paese più efficiente e snello. Una democrazia più efficiente e capace di governare. La vittoria del “sì” è la condizione per continuare sulla strada del rinnovamento del Paese e del suo sistema istituzionale e lascia aperta la strada per perfezionare ciò che può essere perfezionato se necessario. La eventuale vittoria del “no” affonderebbe ogni percorso di riforma. Per questo penso che la presa di posizione di Anpi sia una scelta suicida. Sarebbe stato meglio se non si fosse presa una posizione ufficiale».

Per Davolio l’interesse primario è quello di «superare definitivamente il bicameralismo perfetto. Dopo decenni di parole finalmente questa condizion è arrivata. Inoltre la riforma crea finalmente quella camera delle regioni punto fondamentale per una politica più vicina ai problemi dei cittadini e meno arroccata in voli pindarici. Questa riforma è frutto di compromessi come fu anche la Carta costituzionale dove i padri fondatori avevano idee diverse».

E proprio per questo motivo Davolio sostiene che la riforma non rappresenta «una svolta autoritaria. Non viene messa in pericolo la democrazia. E meno che mai questo è un tradimento della Costituzione. La riforma avviene nel suo pieno rispetto. Si determina un suo rafforzamento e non sono solo io a sostenerlo ma anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano che più volte ha esternato questo suo punti di vista. Questa è un’occasione che non va persa. Per questo voterò e inviterò a votare si, come militante e dirigente dell’Anpi».

Un ultimo motivo spinge Davolio a sostenere la riforma costituzionale. Non riguarda i contenuti ma i sostenitori del “no”: «Io non metterò mai il mio voto assieme a quello di Casapound. Lo schieramento del “no” è disomogeneo e ha un unico obiettivo: non certo quello del cambiamento ma quello del contrasto continuo al governo con ogni mezzo e in ogni modo». (an.pe.)

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