Gazzetta di Modena

Modena

«Due furti in casa in pochi mesi: scappo da Albareto»

di Stefano Totaro
«Due furti in casa in pochi mesi: scappo da Albareto»

L’angoscia e la rabbia di una famiglia in strada Munarola nella frazione di Modena: «I ladri hanno picchiato pure il cane: ce ne andremo via»

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MODENA. «Basta, vado via. Non appena trovo un’altra sistemazione per me e mia moglie ci trasferiremo. Non è possibile vivere in questa situazione: due furti in pochi mesi, spaccandomi finestre, mettendo tutta la casa a soqquadro, frugando anche nei materassi. Fosse una villa principesca potrei capire, ma questa è una casa di campagna... Albareto è una frazione che piace troppo ai ladri».

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Sono le amare considerazioni di Angelo Frambusto che vive in una casa di campagna a due piani in strada Munarola ad Albareto, divisa da un campo coltivato dall’Albalat, un altro luogo che i ladri ben conoscono. La strada principale che porta in paese, un piccolo vialetto nel verde tra gli alberi e la casa, che si presenta da subito blindata, con inferriate a tutte le finestre, potenti lucchetti ai portoni delle rimesse per attrezzi e dei garage, una porta con sbarre di ferro a proteggere l’ingresso, il cane che abbaia a più non posso appena nota la presenza di estranei. «L’altro giorno mi ero allontanato alle 18 per poi fare ritorno alle 20. Verso le 18.30 era pure passata mia figlia, che aveva messo dentro il cane perché stava piovendo forte. Sono rientrato, ho aperto. Ora noi stiamo al piano di sopra, prima eravamo al pian terreno ma dopo il primo furto il padrone di casa ci ha dato lo spazio superiore. Faccio quindi i tratto di scale scala e vedo bagnato per terrà. Era stato il cane. Era tutto rannicchiato. Lo avevano picchiato. Avevo la casa sottosopra».

I ladri erano entrati dal retro. «Hanno tranciato un lucchetto che chiude la rimessa e poi hanno preso una scala, hanno raggiunto to la finestra al primo piano e poi hanno sfasciato le persiane in legno che avevo pure puntellato, rotto i sostegni, spaccato il vetro».

Una volta dentro hanno gettato a terra ogni cosa, svuotato gli armadi, i cassetti, i comodini. Hanno lasciato televisore e computer ma hanno preso alcune gioie delle moglie, bracciali, anelli. Un valore di mille euro, ma in questo casi quello che conta è il valore affettivo. «Hanno preso anche tre euro che erano su una mensola- aggiunge Angelo - insomma è lo stesso copione del furto dei mesi scorsi, al primo piano, quando anche in questo caso presero la scala, quella più alta e forzarono una piccola finestra sotto al tetto per poi scendere dove era abitato. Anche il quel caso, uscendo, malmenarono il mio cane».

Angelo Frambusto considera la sua situazione: «Ho avuto alcuni incarichi in un supermercato, poi coi i tagli al personale sono rimasto a casa. Per ora faccio alcuni lavoretti e viviamo dello stipendio di mia moglie. Qui la situazione sarebbe ideale: siamo nel verde, l’affitto è ragionevole. Ma come si fa ora a convivere con l’angoscia?»

Angelo conosce bene la situazione di Albareto: «Purtroppo è così. Qui si ha l’impressione di essere dei bancomat per bande di ladri che fanno quello che vogliono. Mi risulta che nello stesso giorno in cui sono venuti da me hanno fatto visita anche al casaro che abita a un centinaio di metri da qui e anche in una casa qua nella zona. Di giorno vedo che i vigili passano per strada Munarola, so che di notte c’è qualche posto di blocco di polizia e carabinieri, ma evidentemente non basta. Qui come in tante alter strade c’è poca luce, il Comune dice che non ha soldi per ampliare l’illuminazione».

La casa di Frambusto è nell’area più a rischio, proprio tra Chiletti e l’Albalat. Lui ha affisso un cartello. “Signori ladri, siete venuti due volte, Non c’è più nulla da rubare".

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