Trasformare il Politeama in un’esposizione del food
Trasformare il Politeama in un salone espositivo per il Food. È il progetto che è venuto in mente ad Ivano Piccinini dell'associazione “Conto anch’io a Sassuolo”. «Il distretto ceramico - spiega l'ex...
Trasformare il Politeama in un salone espositivo per il Food. È il progetto che è venuto in mente ad Ivano Piccinini dell'associazione “Conto anch’io a Sassuolo”. «Il distretto ceramico - spiega l'ex candidato a sindaco per la lista omonima all'associazione che presiede - non ha un contenitore espositivo dei prodotti alimentari tipici mentre il valore e percezione della tipicità, qualità sono cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi anni. La nostra cucina, i nostri vini, il nostro aceto balsamico, i nostri liquori, i nostri prodotti enogastronomici sono una risorsa che ha un potenziale enorme, può crescere e diventare molto importante per la nostra economia locale». Piccinini chiama a sostegno l'ente pubblico. «Dobbiamo aiutare le micro imprese a crescere con azioni a supporto di iniziative commerciali - aggiunge - e consentire a loro di avere una visibilità più appropriata al sistema internazionale. Oggi abbiamo tantissime aziende locali artigianali che non sono conosciute dai buyer nazionali ed internazionali che hanno dei prodotti di elevata qualità e possono conquistare le tavole del mercato mondiale. Molti artigiani, anche se volessero, non sostengono investimenti commerciali perché i costi non sono accessibili viste le dimensioni aziendali molto limitate». Ed ecco allora la proposta. «C’è la necessità di spazi espositivi – puntualizza - senza fare grossi sforzi e si può pensare ai tanti immobili inutilizzati della pubblica amministrazione. Serve dunque un contenitore per fare sistema ed agevolare le piccole imprese locali ad entrare in un mercato internazionale senza essere ingabbiati in economie di scala che impediscono lo sviluppo. C’è spazio nel complesso immobiliare Politeama che può essere la chiave di volta per offrire la piattaforma internazionale a tutti i piccoli artigiani del settore alimentare. Le istituzioni dovrebbero sposare questa nostra proposta e poi tutti i vari attori protagonisti mettersi assieme e pensare, sviluppando il progetto sia in termini operativi che economici». (a.s.)
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