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Caiumi: «La meccanica soffre ma il rinnovamento è in atto»

di Stefano Turcato
Caiumi: «La meccanica soffre ma il rinnovamento è in atto»

Il presidente ha fiducia nonostante i numeri non brillanti e la ripresa economica che sta tardando: «La nostra fusione, il progetto di filiera per l’automotive, gli investimenti stranieri fanno sperare»

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Una miscela fra sano realismo per una ripresa economica e produttiva che tarda a concretizzarsi e per i numeri non brillanti, e al tempo stesso la fiducia in un cambiamento in atto che cerca di allineare gli imprenditori e le loro rappresentanze al mondo che si trasforma a velocità straordinaria. Si possono riassumere in queste parole lo stato d’animo e le valutazioni del presidente Valter Caiumi e di Confindustria Modena in occasione dell’assemblea generale dell’ente ieri pomeriggio al Forum Monzani.

Numeri ancora contraddittori da una parte ma dall’altra iniziative e proposte concrete per il futuro: dalla fusione confindustriale con Bologna e Ferrara, al progetto di filiera che coinvolge altre importanti realtà territoriali, dal settore dell’automotive da valorizzare a importanti investimenti dall’estero che scelgono la provincia di Modena e secondo Caiumi «vanno valutati positivamente».

«Si esce da una recessione - ha sottolineato Caiumi - che ci ha fatto perdere il 25% della produzione e la risalita, cominciata lo scorso anno, appare troppo lenta e incerta. Un dato del 2015, rispetto al 2014, defve essere posto in evidenza: se in Emilia Romagna l'export è cresciuto del +4,4%, in provincia di Modena ci si è fermati attorno al +3,5%, anche se Modena resta al secondo posto della classifica regionale, dopo Bologna, con il 21,3% delle esportazioni regionali. È vero: Modena non spicca nella media regionale ma abbiamo fatto bene per tanti anni, con risultati importanti. E il +3,5% di export è un buono se non un ottimo risultato».

«La tendenza del primo trimestre 2016 - continua il presidente - sembra confermare l'andamento: a Modena nei primi tre mesi dell'anno c'è stato un aumento della produzione dello 0,05%, con il tessile-abbigliamento in calo dello 0,71%, e questa diciamo che non è una sorpresa, ma anche il settore metalmeccanico cala del 4,59% e qui effettivamente siamo stati un po’ sorpresi. Sulle aspettative per il secondo trimestre 2016, la maggioranza degli imprenditori intervistati del campione di Confindustria si attende una sostanziale stazionarietà di tutti i principali indicatori (produzione, fatturato, ordini, occupazione). Ma il 23,5% degli intervistati prevede per il secondo trimestre dell'anno un incremento della produzione e il 37,5% un aumento del portafoglio ordini, anche se non ci sono previsioni positive per l'occupazione».

È parlando di filiere e distretti, comprendendo, secondo le nuove logiche in gestazione, anche il territorio bolognese, Caiumi si cimenta sull'argomento dell’automotive: «Gli investimenti che riguardano Lamborghini, Ducati, Fca a Modena con il Centro di sviluppo motori Alfa Romeo e Maserati, le multinazionali del biomedicale di Mirandola: sono tutte iniziative importanti. Abbiamo aperto un tavolo con Regione, Comune e Università per elaborare una strategia di filiera, ne è derivato il progetto per la trasformazione di Modena nell'Hub dei motori con una sua Academy dedicata».

Caiumi ha poi confermato di non temere particolari fughe di Maserati dal territorio, anche se ha ammesso che «su Maserati è difficile raccogliere informazioni, sono ermetici- ha detto - e sono reduci da un cambio ai loro vertici. È però molto importante che l'ambito manifatturiero sia vicino a quello della ricerca, ma questo non vuol dire che tutta la produzione possa essere concentrata a Modena. Noi siamo specializzati nel range tra zero e 10-15.000 pezzi all’anno: da questo punto di vista siamo fortissimi e per loro perdere il “made in Modena” non sarebbe conveniente». Caiumi ha voluto ancora parlare degli investimenti stranieri nel Modenese, quasi a sottolineare che è bene porsi positivamente verso questa nuova realtà e accoglierla al meglio, perché presumibilmente siamo solo all’inizio di un processo in atto: «L'acquisizione della azienda Angelo Po da parte del gruppo americano Marmon è una operazione significativa. Non è una perdita per il territorio, ma una testimonianza della sua attrattività».

A una domanda sul futuro di Bper, il presidente ha risposto: «Fa piacere che possa rimanere con la testa qui a Modena, ma dobbiamo pensare che il mondo continua a cambiare e forse ci saranno due teste, come per i draghi. Le dimensioni diventano sempre più importanti».

Poi un accenno al super ammortamento stabilito dalle recenti norme e atteso dagli imprenditori, poi sulle aree vaste istituzionali Caiumi si pronuncia così: «Chiediamo che con i cambiamenti dei confini si tenga conto della naturale predisposizione a lavorare insieme dei vari territori».

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