Confimi: «Via tutto il consiglio camerale»
Gorzanelli invoca un rinnovamento con rilancio dell’ente. La Cisl si dice preoccupata per i dipendenti
Se Confindustria, sulla scia dell« posizione assunta da Cna che per il futuro presidente dell« Camera di Commercio auspica un personaggio autorevole, estraneo ad ogni associazione, Confimi Emilia si sofferma sull’attuale consiglio camerale. Ed invoca la “tabula rasa”. «Si dimetta il consiglio e venga nominata una nuova giunta sulla base di progetti di rilancio, coesa e attenta agli interessi delle imprese, dei cittadini, del territorio».
Lo chiede il suo presidente Giovanni Gorzanelli, a proposito dello stallo dopo le dimissioni del presidente Maurizio Torreggiani. «Le associazioni che da sempre hanno appoggiato Torreggiani si stanno affrontando in una sorta di ultimo duello per mantenere le posizioni attuali, senza discutere dei gravi problemi che sono sul tappeto, come se per risolverli fosse sufficiente effettuare un nuovo giro di poltrone e di ruoli tra i soliti noti» attacca in una nota Gorzanelli.
Segnalando che Confimi non ha voluto entrare nel consiglio della Cciaa «proprio poichè mancavano una visione e un programma a sostegno delle piccole e medie imprese e, in particolare, dell'industria manifatturiera, la più numerosa e produttiva», il tema vero, dice Gorzanelli, è che «manca completamente un progetto per la Camera di commercio, nell'ambito della parziale riforma mossa dal governo nell'anno trascorso». In particolare, «non vengono definiti quali siano i suoi compiti e ruoli, non si lavora per affiancare le imprese con strumenti innovativi ed efficaci nè si delinea una politica che consenta al territorio di fare sistema».
Così, il presidente Confimi bacchetta e rilancia: «La strada maestra da percorrere, di fronte alla conclamata crisi di un sistema che già da tempo non reggeva più, sarebbe quella di procedere alle dimissioni dell'intero consiglio come premessa per la nascita di una nuova Giunta camerale, nominata sulla base di progetti di rilancio, coesa e attenta agli interessi delle imprese, dei cittadini, del territorio».
Se Confimi si preoccupa del rilancio della Camera, la Cisl si fa carico delle preoccupazioni dei dipendenti. A parlare è Davide Battini, segretario della Cisl funzione pubblica. «La situazione venutasi a creare alla Camera di commercio di Modena sta aumentando i timori dei dipendenti, già preoccupati per l'imminente riforma del sistema camerale. È chiaro che le dimissioni del presidente della Camera di commercio- evidenzia il sindacato- aggravano il clima di incertezza e preoccupazione tra i lavoratori».
Sul tema della presidenza vacante interviene anche lo stesso segretario generale della Cisl emilia centrale, William Ballotta che riprende un po’ i concerti già espressi da Muzzarelli. «Invitiamo le associazioni imprenditoriali e le istituzioni a individuare al più presto una figura capace di unire il mondo economico affinchè la Camera di commercio possa contribuire al successo del 'patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della città di Modena e del suo territoriò, firmato il 29 ottobre 2014».
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