«Finiamola con i giochetti ora un presidente neutro»
Caiumi e Messori sull’ente camerale: «Basta con i balletti delle associazioni e in attesa della riforma Madia serve un profilo che sia realmente terzo»
La Camera di Commercio e le dimissioni del presidente Torreggiani sono state ineluttabilmente al centro dell’attenzione nella conferenza stampa di Confindustria Modena in occasione dell’assemblea generale. Sia il presidente Valter Caiumi sia il direttore Giovanni Messori non si sono sottratti alle domande con commenti molto risoluti.
«Intanto - ha detto Caiumi - occorre capire quali Camere di Commercio avremo in futuro e se è il caso di mantenerle in vita in base alle riforme in atto», ha detto Caiumi e Messori ha incalzato: «Ora un nuovo presidente che sia neutro e di alto profilo, per fare presto e dire una volta per tutte basta ai giochetti delle associazioni. Oppure si può sciogliere tutto e andare a casa».
«In ogni caso - ha aggiunto Messori - i 642mila euro di disavanzo camerale nel bilancio 2015 non rappresentano certo uno spreco. Sono stati spesi per sfruttare le opportunità offerte da Expo. Questa Camera di Commercio negli ultimi 50 anni è stata amministrata alla grande, è una delle migliori d'Italia sulla base di tutti i parametri che si vogliano utilizzare. Negli ultimi anni abbiamo avuto il problema del terremoto, per il quale abbiamo stanziato 1,5 milioni di euro a fondo perduto alle micro-imprese, e appunto questo disavanzo del 2015 per l’Expo».
Messori, che è consigliere e membro di giunta dell’ente camerale modenese, non usa mezzi termini: «In settimana abbiamo una riunione di giunta in Camera di Commercio per prendere atto delle dimissioni di Torreggiani. Poi basterà un incontro informale: se tutti siamo d'accordo che serva un successore di alto profilo, allora risolviamo ogni cosa in 15 giorni. In caso contrario, si può anche sciogliere l'intero consiglio e ricominciare da capo». E ancora Messori non esclude il profilo di un accademico: «Il nuovo presidente, per capirci, non deve essere certamente targato Confindustria, altrimenti non sarebbe neutro. Se arriva dall’università può anche andare bene. Ma è possibile che non ci sia nessuno a Modena che abbia qualche capacità? Si tratta di un anno e mezzo di presidenza, in fondo. E poi aspettiamo i decreti attuativi della riforma Madia, può darsi anche che ci dicano che caleranno ancora i contributi e allora si tratterà solo di tenere un registro delle imprese. Così andremmo a casa tutti. Comunque ribadisco: basta con i balletti delle associazioni».
Il presidente Caiumi chiarisce ulteriormente la posizione confindustriale: «Speriamo che la riforma del governo definisca il ruolo delle Camere di Commercio. A Modena non ci hanno sorpreso le dimissioni di Torreggiani, ci aspettiamo ora che ci sia una totale neutralità ad occupare questa posizione. Auspichiamo si trovi rapidamente una posizione, ma non dipende solo da noi».
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