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“Garden Club”: le signore dei fiori che creano sogni

di Arianna De Micheli
“Garden Club”: le signore dei fiori che creano sogni

Autrici dei decori in Duomo per San Geminiano per matrimoni e feste. Ma non tutto è rose e viole

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«Antico Egitto, Rinascimento, déco… gli stili sono un'infinità. Io sono portata soprattutto per la composizione libera». Anita Fornaciari, insegnante di matematica in pensione, è una gentile signora dei fiori. «Anche le ragazze giovani amano lavorare con i fiori. Gli uomini? Quando frequentavo la Siaf, la scuola italiana di arte floreale interna al Garden Club, non ricordo di averne mai visti».

Forte di un diploma di esperto in decorazione floreale conquistato dopo cinque anni di scuola - «un percorso impegnativo oggi ridotto a quattro anni» - Anita crea commoventi capolavori capaci di colpire al cuore. «Mio figlio ha un'agenzia di eventi e spesso organizza matrimoni». E lei, con amore, si occupa dei dettagli arborei. Sì, perché sarà pur vero che, rispetto ad un tempo, ci si scambia meno anelli e si divorzia di più, ma è altrettanto vero che per chi decide di compiere il grande passo l'incanto bucolico è un cult irrinunciabile.

«Il matrimonio oggi è spettacolo. Per un giorno puoi essere chi non sei nel quotidiano. E i fiori fanno parte del gioco». Parola di Rosalba Caffo Dallari, presidente del Garden Club Di Modena (è anche presidente nazionale), donna tanto affettuosa nei modi quanto determinata nella difesa di un patrimonio verde spesso svilito e dato per scontato. Una signora dei fiori con un sopraffino gusto del bello che subito rivendica le sue origini campagnole. «So di viole raccolte nei fossi» rivela fiera.

Ed ecco che nel retrobottega dei suoi occhi ritrovi Rosalba bambina. La stessa che, ormai cresciuta, stigmatizza un presente a parole «molto green» ma nei fatti disamorato dei giardini. Che ti racconta di vivaisti nostrani in difficoltà non soltanto per una crisi che rema contro l'acquisto - «piante e fiori costano» - ma anche perché, privati di qualsivoglia tutela, pagano pegno a una moda ubriaca di esotismo. «Inoltre il verde non sembra meritare alcun rispetto, è di tutti e chiunque può farne ciò che vuole. Anche nelle alte sfere in merito non esiste alcuna cultura - è la dura nota di biasimo - Tanto che il ddl relativo allo sgravio per la sistemazione a verde delle aree private presentato in Senato con l'appoggio dell'Apgi, ossia l'associazione parchi e giardini d'Italia, ancora non è stato approvato».

La signora dei Garden Club (socio Ugai, il Garden Club di Modena è nato nel 1993) non nasconde la propria amarezza. Poi Anita le chiede di mostrarci le immagini del Duomo vestito a festa per San Geminiano. Un singolo scatto è sufficiente perché il suo sguardo si addolcisca. E il nostro pure. L'effetto è infatti magico.

«Ogni 31 gennaio, in occasione della festa del patrono, curiamo l'allestimento floreale. Allestimento che contempla la statua e la tomba del santo nonché l'altare maggiore e la trabeazione che sovrasta il pontile. Venivamo interpellate anche l'8 dicembre per decorare il balcone della Madonna del palazzo comunale. Alla luce della scarsa considerazione riservata alle nostre composizioni - e questa volta è la voce di Anita ad abbassarsi di un tono - abbiamo però deciso di rinunciare all'incarico».

Ma se con il Comune non ci sono rose senza spine, di tutt'altro tenore è il rapporto con il “Baule della nonna”, gruppo di devote che ogni anno nella splendida Villa Forni (Cognento), al fine di finanziare la Parrocchia di San Benedetto Abate, organizza la vendita di biancheria per la casa ricamata a mano. Non una vendita qualsiasi. Nessun dettaglio è infatti lasciato al caso: tavole apparecchiate con cura, tovaglie messe in risalto dalle squisite decorazione firmate dalle signore dei fiori qui anche in veste di abilissime “sarte” floreali. Tanto che i loro abiti sembrano fuggiti da un sogno di una notte di mezza estate.

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