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In prima linea contro i disturbi alimentari

In prima linea contro i disturbi alimentari

L’associazione “Cibo&Gioia”che propone un percorso condiviso e a tappe per superare il problema

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Onestà, speranza, fede. Sono i primi dei dodici passi promossi dall’associazione Cibo & Gioia. Una realtà che si prefigge di contrastare i disturbi d’alimentazione incontrollata. La sede modenese è attiva da tre anni ed entro fine mese diventerà anche il punto di riferimento nazionale.

«Roma è troppo decentrata - racconta Marina P, fiduciaria dell’associazione - e quasi tutti abitiamo in Emilia Romagna. C’è stata un’indecisione nella scelta tra Bologna e Modena. Il Comune è stato molto gentile con noi e la città risponde bene, per cui abbiamo scelto Modena». L’iniziale del cognome è un modo per tutelare l’anonimato, caratteristica a cui l’associazione tiene. Non è un caso che i “dodici passi” siano nati circa ottant’anni fa negli Stati Uniti proprio tra gli Alcolisti Anonimi.

Nella nostra città sono seguite dall’associazione circa trenta persone. Si ritrovano nella Casa delle Associazioni e per novanta minuti riflettono in gruppo. «In ognuno ci sono massimo dieci o dodici persone - riprende Marina - quando ne serve un altro scegliamo orari diversi nella stessa sede. In ogni riunione si legge un passo e si condividono le testimonianze».

Basta leggere i nomi degli altri passi per trovare una valenza interiore: coraggio, integrità, buona volontà, umiltà, autodisciplina, amore per gli altri, perseveranza, consapevolezza spirituale. L’ultimo prevede il valore della condivisione o “passare il messaggio”. Dodici è un numero importante anche per i cristiani, ma l’associazione non si professa religiosa (e neppure politica). L’anonimato avvicina i volontari dell’associazione ai medici. Tuttavia, la fiduciaria specifica che non sono camici bianchi. «Non ci sostituiamo ai medici - garantisce la donna - né diamo diagnosi. Chi viene da noi è tutelato da riservatezza: quanto dice nel gruppo non è riportato. A volte possono essere persone molto visibili. Trattiamo il nutrimento incontrollato, quello che i dottori definiscono “Bed” (Binge eating order). In pratica, ci occupiamo di tutto ciò che c’è in mezzo tra l’anoressia e la bulimia. È una grandissima parte della popolazione». Di chi si può trattare? «Ci può essere chi mangia in modo incontrollato - risponde Marina - o la persona che inizia a mangiare troppo oppure a non mangiare più. In generale, seguiamo chi riscontra una disarmonia con il cibo. Abbiamo anche corsi di cucina: non ci limitiamo all’ora e mezzo di attività nel gruppo».

Oltre ai cento metri quadri all’interno, Cibo & Gioia ha spazi esterni rimessi a nuovo dai volontari. L’associazione si autosostiene, ma non ha una quota fissa. «Durante la riunione mettiamo in mezzo un cappello - spiega la fiduciaria - in cui ognuno può mettere ciò che vuole. I contributi servono a pagare gli affitti e la pulizia. Non obblighiamo nessuno».

Gabriele Farina

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