Pestaggio all’incrocio a Modena: denunciati gli aggressori
Si tratta di due quarantenni che al semaforo di viale Italia scesero dall’auto e senza alcun motivo presero a pugni l’atleta modenese della Fratellanza Riccardo Tamassia
MODENA Residenti in città, originari della Campania, sui 35-40 anni, senza precedenti e senza alcun motivo di fondo che possa spiegare quell’esplosione di violenza che hanno riversato nei confronti di un giovane che non conoscevano, con cui non avevano avuto alcun rapporto in passato e che non aveva loro fatto nulla, nemmeno un minimo “dispetto” stradale che a volte può diventare la miccia per litigi e risse furibonde. Si tratta dei due aggressori che Sono i due aggressori di Riccardo Tamassia, ventidue anni, uno degli atleti di spicco, specialità mezzofondo 800 e 1500 metri, della società La Fratellanza.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13473550:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/05/15/news/viene-aggredito-e-picchiato-al-semaforo-1.13473550]]
GLI AGGRESSORI I due, a metà dello scorso mese, scesero dall’auto, si avvicinarono a quella guidata da Riccardo ferma al semaforo, all’incroci o tra via San Faustino e viale Italia, e iniziarono prendere a calci e pugni il giovane per poi andarsene via, passando con il rosso, tra lo stupore generale non solo della vittima ma anche di parecchi automobilisti e passanti. che osservarono attoniti la brutale scena. Ma in quell’occasione, sebbene frastornato dai colpi, Tamassia riuscì per un attimo ad allontanarsi dalla morsa dei due e mentre i suoi aggressori iniziarono a fuggire ebbe la prontezza di estrarre dalla tasca lo smartphone e di scattare alcune foto, immortalando così la targa dell’auto dei due. L’atleta chiamò immediatamente le forze dell’ordine e raccontò tutto, fornendo le fotografie. Anche un testimone spiegò tutto quanto aveva visto, avvalorando il racconto fornito della vittima. Gli aggressori pertanto, dopo accurate indagini, sono finiti nella rete delle forze dell’ordine: la polizia municipale ha infatti identificato e denunciato per lesioni i due uomini, dopo averli identificati e dopo aver ascoltato la loro versione dei fatti. Pare che i due (dapprima uno aveva cercato di scagionare l’altro dicendo che era l’unico presente in auto) non abbiamo dato grandi spiegazioni sull’accaduto, se non giustificando la loro reazione a seguito di un presunto gestaccio fatto da Tamassia mentre guidava.
IL RACCONTO DEL PESTAGGIO Ben diverso invece il racconto che ha portato alla denuncia dei due: Tamassia, che ha riconosciuto i volti dei i due inseriti in un album fotografico predisposto dagli agenti della Municipale, raccontò, come riportammo 15 maggio, che «erano le 18.30 stavo guidando la mia Yaris e mi trovavo in viale Autodromo. Ad un semaforo viene il verde e sento che un’auto dietro inizia a strombazzare. Guardo nello specchietto e vedo che all’interno due persone si agitano, fanno dei gesti e che continuano a suonare il clacson. Procedo con calma, inizio a preoccuparmi, in strada non avevo fatto nulla, non avevo fatto manovre strane o quant’altro. Arrivo al semaforo all’incrocio tra via San Faustino e viale Italia, sulla corsia esterna. Ecco che quell’auto, una Lancia Y grigia si fa sotto». La Lancia, risulterà in seguito, era di proprietà di una ditta di trasporti per la quale lavora uno dei due. «Subito è sceso il passeggero che ha aperto la mia portiera, ha infilato dentro le braccia e ha iniziato colpirmi con dei pugni e anche delle gomitate che mi sono arrivate in faccia. In auto ero in trappola, sono riuscito ad uscire e poi è arrivato anche quell’altro. Mi hanno afferrato, mi hanno riempito di pugni poi uno mi ha afferrato e l’altro ha iniziato a sbattere la mia testa contro la mia auto, contro lo specchietto, contro la portiera. E mentre facevano così urlavano “ti spacco, adesso ti faccio del male” e poi si incitavano fra loro dicendo “dai, picchialo qui, dagliele forte”».
Ora il caso è passato alla Procura. I due sono stati denunciati per lesioni con le aggravanti dovute ai futili motivi che hanno scatenato la violenta reazione e al fatto che erano in due a colpire il giovane che per le ferite riportate ha avuto una prognosi medica di venti giorni e, successivamente, di altri venti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
