Stefani: «Vendiamo il 10.0 senza saperlo»
L’imprenditore della System evidenzia il know how del territorio e le notevoli risorse umane
La capacità di trovare delle soluzioni radicali con cui risolvere i problemi distingue le nostre risorse umane e le fa apprezzare in tutto il mondo: da questa premessa occorre muovere in vista di una crescita giocata sull’industria 4.0, ovvero la quarta rivoluzione industriale. Questo il concetto cardine emerso ieri nel corso del dibattito all’assemblea generale di Confindustria Modena al Forum Monzani. Il confronto ha visto protagonisti il docente di analisi dei sistemi finanziari all’università di Bergamo, Stefano Paleari, il managing director di Roland Berger, Andrea Guerzoni di Emeia Leader, Franco Stefani, presidente di System Group e Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster Fabbrica Intelligente.
Tra gli interventi che hanno scaldato la platea, quello di Franco Stefani è stato indubbiamente uno dei più significativi: esempi alla mano, ha spiegato perché le risorse umane che nascono in questo territorio sono la vera ricchezza delle imprese. «L’industria 4.0 mi trova preparato: già nel 1980 mi dovevo confrontare con la Germania e sin d’allora vendevamo expertise prodotta in Italia – ha esordito Stefani – Nell’impiantistica ceramica siamo stati definiti il numero uno dal punto di vista tecnologico. Ci distingue il saper trovare soluzioni radicali: dobbiamo volerci bene e non disprezzarci sempre, coltivando la volontà di arrivare primi».
Stefani entra poi nel dettaglio di sistemi applicati nel suo gruppo quando menziona «i nostri sistemi di confronto e controllo di visione artificiale con know-how elevatissimo e in continuo aggiornamento – ha proseguito l’imprenditore – A volte vendiamo il 10.0 e non ce ne accorgiamo. La nostra risorsa umana è unica: se un mio dipendente dall’altro capo del mondo mi dice: “Stefani, ci penso io”, si assume una responsabilità che nessun altro può prendersi. Questa ricchezza la prendiamo dagli istituti di Modena, Sassuolo, dall’università. Recentemente ho venduto un’azienda di 300 persone senza un asset industriale, ai tedeschi: ho venduto risorse umane».
E proprio in tema di università, nella sua relazione introduttiva il presidente di Confindustria Modena, Valter Caiumi, ha ribadito «l’intento comune di trasformare Modena nell’hub dei motori, con una sua Academy dedicata al veicolo». Un programma illustrato solo poche settimane fa al Tecnopolo, al campus di Ingegneria, attraverso la «creazione di un tavolo di confronto con Regione, Comune, Università, per elaborare una strategia di filiera che sappia generare convergenza e dialogo fra la compagine delle imprese, della ricerca e della formazione».
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