Gazzetta di Modena

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Bellei, la modenesità radicata nel cuore

di Michele Fuoco
Bellei, la modenesità radicata nel cuore

Ricordi, aneddoti e un pizzico di nostalgia nella serata dedicata al giornalista in piazza XX Settembre

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Una modenesità radicata nel cuore e nella mente: è l'aspetto fondamentale emerso, l'altra sera, in piazza XX Settembre ricordando, a più voci e con intermezzi musicali del fisarmonicista Claudio Mattioli, il giornalista e scrittore Sandro Bellei, scomparso in dicembre 2015, all'età di 74 anni. Di passione per Modena ha nutrito i suoi articoli e i suoi oltre 80 volumi dedicati alla gastronomia, al dialetto e alle tradizioni. E poi c'è l'aspetto umano, quello di bravo papà, raccontato dalla figlia Sandra che lavora in Austria dal 1988, presente a questa serata di affetti voluta dagli amici (Gimelli...), organizzata da Modenamoremio e condotta da Stefano Ferrari, giornalista di Trc. «Col passare del tempo - dice Sandra - si avvertono sempre più le radici di appartenenza a questi luoghi che mio padre mi ha trasmesso. Inevitabili gli interessi per la cucina anche austriaca e vi trovava tratti simili con la modenese».

Sulla identità e amore per una città bella e viva, sulla sua franchezza pone l'accento il sindaco Muzzarelli. Di viscerale cultore della buona tavola parlano lo chef pluristellato Massimo Bottura e Stefano Reggianini, sindaco di Castelfranco, patria del tortellino, di cui molti sostengono di avere la giusta ricetta. Bottura esalta i tortellini fatti, con l'aiuto di esperte rezdore (nonne), dai ragazzi autistici di Aut Aut onlus di Cognento (durante la serata è stato predisposto un banchetto con i libri di Bellei, e un tavolo con gnocco e lambrusco per sostenere, con il ricavato, l'associazione), proponendo alle autorità uno spazio tutto per loro al mercato coperto. Si fa strada anche l'idea di un'Accademia della cucina a Villa Sorra. Ci sono le condizioni per una Università internazionale, dove Bellei (andava matto per la compressione di pasta e faglioli, al ristorante “La Francescana”) avrebbe potuto occupare la cattedra di diffusione della tradizione culinaria emiliana nel mondo. Il colloquio con Tonino Cherchi, consigliere nazionale di “Slow Food”, mette in luce la vocazione del giornalista per la cultura contadina da valorizzare sempre di più; e con Luca Marchini, presidente del Consorzio “Modena a Tavola” e titolare del ristorante “Erba del Re” che ricorda la puntigliosità di Bellei nello sviscerare ogni piatto. «Appunti positivi. E tanti si ispirano alle ricette raccolte nei suoi libri». Nota la sua caparbietà, «tanto che - afferma Ermes, della storica trattoria - si finiva per litigare su come fare i tortellini». Altri interventi: Stefano Bonaccini, presidente giunta regionale, lo indica come «persona di grandi passioni»; l'ex sindaco Giorgio Pighi collaborò, per il «periodo giacobino», ai suoi volumi sul Ducato Estense, e gli attribuisce facilità di buona scrittura; il dietologo Andrea Strata parla di «carattere sanguigno, di vasta cultura del territorio, dell'amicizia con Pavarotti»; l'editore Gianluca Borgatti evidenzia la fortuna del volume “Modena a tavola”, nato 30 anni fa; lo storico Giancarlo Montanari richiama al valore del suo dizionario enciclopedico del dialetto modenese; il regista Guido De Maria porta alla luce il nome di “Brando Sellei” (personaggio un po' ciccio), inventato da Bonvi. E Stefano Ferrari ha colto l’occasione per proporre alle autorità di intitolargli una strada.

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