Il giudice: «È stata Hesperia a fare pressioni sulla Regione»
Non solo i funzionari della Regione Emilia-Romagna non hanno fatto pressioni, ma sono stati loro sostanzialmente le “vittime” di pretese e “aggressioni” da parte del gruppo Hesperia. Nel motivare l'as...
Non solo i funzionari della Regione Emilia-Romagna non hanno fatto pressioni, ma sono stati loro sostanzialmente le “vittime” di pretese e “aggressioni” da parte del gruppo Hesperia. Nel motivare l'assoluzione per l'ex dg dell'assessorato alla Sanità Tiziano Carradori, per la funzionaria Bruna Baldassari e l'ex assessore Carlo Lusenti, il Gup Rita Zaccariello rovescia completamente i fronti della “guerra delle cliniche”, smontando le accuse. «Il vaglio delle risultanze acquisite - si legge - consente di affermare con certezza che i funzionari regionali non hanno attuato alcun abuso costrittivo nei confronti dei rappresentanti di Hesperia, anzi, al contrario, sono stati destinatari da parte di costoro di una pretesa volta ad escludere dalla sottoscrizione dell'accordo-contratto due strutture accreditate del gruppo concorrente, che appare del tutto illegittima e che come tale non poteva essere accolta».
La “pretesa” non poteva essere accolta, per il giudice del rito abbreviato, «sia perché contraria alle disposizioni della normativa di riferimento sia perché pregiudizievole per l'interesse pubblico cui deve essere ispirato l'agire dei funzionari dell'ente territoriale».
Il processo nasceva da un esposto del 5 giugno 2013 dal gruppo Hesperia, che si riteneva penalizzato dai criteri di accreditamento per l'alta specialità cardiochirurgica di alcune case di cura private in regione, che avrebbero favorito la realtà concorrente, il gruppo Sansavini.
L'esposto aveva portato all'inchiesta del Pm Morena Plazzi che accusava Carradori, nel frattempo divenuto dg dell'azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, e Baldassarri, di concussione per aver costretto Hesperia a firmare un accordo-contratto svantaggioso; Carradori rispondeva anche di falso, insieme a Lusenti. La Procura aveva chiesto condanne per i primi due, assoluzione per l'ex assessore. Secondo il giudice, però, le pressioni non ci furono.
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