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Carpi, la città resta senz’acqua e Aimag chiede i danni

di Rino Filippin
Carpi, la città resta senz’acqua e Aimag chiede i danni

Fino a oltre la mezzanotte di lunedì rubinetti a secco per i residenti ai piani alti. Rotto un giunto della condotta principale ma il cemento-amianto resta integro . Gravi disagi per i residenti

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CARPI. Migliaia di famiglie con il secchio colmo d’acqua pronto per l’uso in cucina e nel bagno. E per lavarsi i denti l’acqua minerale.

Lunedì scorso la rottura della tubazione principale dell’acquedotto ha causato non pochi disagi ai carpigiani, soprattutto a coloro che abitano dal secondo piano in su. Aimag dal canto suo, appena ricevuta notizia della perdita, verso le 17, ha fatto intervenire una decina di operai, ma nonostante la tempestività dell’intervento dai rubinetti di casa è continuato a uscire un filo d’acqua fino a oltre la mezzanotte. Tutta colpa, è il caso di dirlo, di un ruspista che non sapeva dell’esistenza della condotta proprio nel punto in cui stava scavando. Eppure un lungo tracciato di segnalazioni avvisa che sotto terra, a circa due metri di profondità, c’è una tubazione di importanza vitale per la nostra città: l’adduttrice principale dell’acquedotto che parte da Fontana di Rubiera e arriva fino a Carpi.

«Di quei lavori in svolgimento a Campogalliano - spiega l’ingegnere Davide De Battista, responsabile del settore idrico di Aimag - noi non eravamo stati avvisati. E il responsabile del cantiere evidentemente non era al corrente che proprio nel terreno oggetto degli scavi si trovava la conduttura idrica». A questo punto dunque Aimag chiederà i danni a chi doveva vigilare sulla scavatrice che ha danneggiato la condotta idrica. Per fortuna la benna non ha mandato in frantumi la conduttura di cemento-amianto, ma ha danneggiato il giunto tra due tronconi. Nulla di tossico insomma, secondo quanto riferisce Aimag, è finito nel flusso dell’acqua potabile.

La pressione, di circa 3 atmosfere, ha fatto fuoriuscire una notevole quantità d’acqua causando un allagamento della zona circostante. A questo proposito si tenga presente che nella conduttura, che ha un diametro di 60 centimetri, passano circa 250 litri al secondo. Si tratta di una tubazione “storica” che risale a fine anni ’60, alla quale si affianca un’altra conduttura di 35 centimetri di diametro. È stato grazie a quest’ultima se la città non è rimasta completamente all’asciutto.

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