Memoria Festival, l’incanto delle arti tra Pico e il futuro
Da domani a Mirandola la prima edizione della rassegna che ospita scrittori, artisti, studiosi
MIRANDOLA. Dal 9 al 12 giugno Mirandola ospita la prima edizione di una nuova, importante, rassegna, il “Memoria Festival”, appuntamento che vuole arricchire, con un profilo distinto e originale, la già ampia offerta di festival culturali che caratterizza la provincia di Modena e l'Italia.
Il “Memoria Festival” è una manifestazione che trova la sua collocazione naturale nella cittadina che ha dato i natali a una delle figure più note e complesse dell'Umanesimo e del Rinascimento italiano ed europeo, il conte Giovanni Pico della Mirandola, rinomato per le sue pratiche e teorie legate proprio alla memoria.
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Ma il progetto che sta a monte di questa rassegna va oltre la tradizione, per quanto prestigiosa, degli studi e degli interessi pichiani. Il progetto del “Memoria Festival”, infatti, nasce innanzitutto dalla percezione (e preoccupazione) di vivere, oggi, in tempi di grande accelerazione, di dominio della dimensione del presente, che spesso fa perdere, agli individui e alle collettività, il senso del passato, e con il senso del passato la capacità di capire l'oggi e di immaginare e di progettare un domani.
Il secondo motivo che sta a monte di questa nuova iniziativa, poi, è che solitamente il termine “memoria” è associato a significati cupi e seriosi, perché la memoria - quella storica, quella mentale, quella dei computer - è per definizione “pesante”, sembra una cosa da addetti ai lavori.
La caratteristica distintiva principale del festival è proprio costituita dalla compresenza di più anime disciplinari. Non è un festival per soli appassionati di storia, o di neuroscienze, o di letteratura, oppure, di informatica (perché si parlerà, appunto, anche della memoria elettronica). La sfida intellettuale da cui è partito il progetto del “Memoria Festival” è stata la ricerca, attraverso il denominatore comune della memoria, di un possibile dialogo fra ambiti della conoscenza e dell'esperienza. Nella convinzione che, nella formazione delle persone come nell'intrattenimento culturale, la divisione dei saperi (teorici da una parte, pratici dall'altra, umanistici da un lato, scientifici dall'altro) sia qualcosa di obsoleto e sterile.
Nei giorni del festival, pertanto, si avvicenderanno a Mirandola, nei luoghi storici della città - anche quelli toccati dal sisma del 2012, ripristinati - filosofi e scienziati, scrittori e giornalisti, storici e psicologi, nonché artisti - cineasti, fotografi, musicisti - di varia estrazione e di levatura internazionale.
Ciascuno di essi proporrà la propria interpretazione di un tema che mette in comunicazione le singole identità individuali, e i vissuti di ciascuno di noi, con le più complesse architetture delle identità e delle culture collettive.
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La progettazione concreta del “Memoria Festival” è stata affidata ad un pool di studiosi di prestigio, coordinati dal direttore editoriale dell'Einaudi Ernesto Franco, che, nell'ambito del comitato scientifico, hanno predisposto un vasto programma di conferenze, lezioni, mostre, concerti e proiezioni, senza considerare le varie attività pratiche, laboratoriali, di esercizio attivo della memoria.
Questo festival, proprio per tale varietà di contenuti e stili, si rivolge pertanto a un pubblico ampio, senza limiti di età, di preparazione culturale, di interessi professionali o amatoriali. I linguaggi e le modalità di comunicazione e di coinvolgimento avranno infatti un'apertura a trecentosessanta gradi. Il principio ispiratore di questa pluralità delle forme è, alla radice, semplice.
Ciascuno di noi è interessato, nelle sue pratiche di vita, anche banali, dalla memoria. Proprio per questo tutti possono essere interessati alla memoria.
* (Docente Unimore e Presidente del Memoria Festival)
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