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Falsi contratti per gli immigrati: tre arresti

Falsi contratti per gli immigrati: tre arresti

L’inchiesta ha coinvolto anche una ditta di Modena e ha portato alla denuncia di 400 persone

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Facevano firmare contratti emessi da aziende fittizie o in via di fallimento a immigrati provenienti in gran parte dal Marocco e dalla Tunisia. Gli stessi finti lavoratori poi, con la busta paga in mano, entravano in commissariato e ottenevano il permesso di soggiorno. Non solo: una volta raggiunti i requisiti per la disoccupazione le stesse aziende fittizie, che poco tempo prima li avevano assunti, licenziavano i dipendenti. In questo modo, sempre con le busta paga in mano, potevano richiedere all’Inps il sussidio per la disoccupazione.

La polizia di Fabriano (Ancona), in collaborazione con la finanza dorica, che nello stesso tempo stava lavorando proprio grazie alle segnalazioni dell’Inps, hanno arrestato tre persone, tutte italiane della provincia di Ancona, che per mettere in piedi il loro traffico utilizzavano 13 aziende, per lo più inattive e intestate a prestanome, sparse in tutta Italia. Tra le 13 ditte una, edile, risulta di Modena ma probabilmente non ha mai lavorato sul territorio regionale né, tanto meno, in quello provinciale. In pratica la sede legale dell’azienda, che in realtà era a Gualdo Tadino, sarebbe stata trasferita dalla città umbra a Modena poco prima del fallimento portando con sè i documenti che poi sono passati in mano al curatore designato che verrà ascoltato in questi giorni. Così polizia e finanza hanno requisito i documenti che si trovavano in uno studio di Largo Garibaldi a Modena. Le altre aziende erano invece sparse per la Pensiola da Brescia a Lecce.

A capo del’associazione criminale c’erano tre persone, italiane della provincia di Ancona. Tutte avevano la delega o il potere di firmare i contratti stipulati dalle aziende fittizie a quelli che sarebbero poi diventati, solo sulla carta, suoi dipendenti. Sono arrivati a stipulare 398 contratti e non tutti erano intestati a extracomunitari. Infatti, tra i quasi 400 denunciati (per 13 di loro, i vari prestanome, è anche scattato il reato di associazione per delinquere) ci sono anche alcuni italiani che sfruttavano questo sistema per ottenere, senza che l’azienda versasse alcun contributo, il sussidio di disoccupazione. In tutto l’Inps avrebbe concesso oltre 650mila euro a finti disoccupati mentre superano il milione di euro i contributi mai versati e indebitamente riconosciuti a seguito dei contratti di lavoro fittizie.

Andrea Perini

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