Modena. Nei tortellini finivano gli scarti
Tre manager della lavorazione carni denunciati: usavano il marchio Dop anche per prosciutti scadenti
MODENA. I Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni di Bologna hanno ispezionato diverse aziende nelle province di Modena, Bologna, e Parma riscontrando irregolarità sia di natura amministrativa che penali e che hanno portato alla denuncia di tre manager della lavorazione delle carni, prosciutti in particolare. I legali rappresentanti di due aziende operanti nelle province di Bologna e Modena, infatti, hanno concorso nel sezionare, confezionare e commercializzare tranci di prosciutto crudo, che venivano etichettati e spacciati impropriamente con denominazione Dop quando invece non potevano avere il marchio.
Paradossalmente peggio ha fatto l’amministratore delegato di una azienda operante nel settore della produzione, lavorazione e commercializzazione di prosciutti nella provincia di Parma, denunciato poichè ritenuto responsabile dei reati di “frode in Commercio”, “vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine” e “detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione” per aver detenuto, posto in vendita e commercializzato scarti di lavorazione e prodotti in cattivo stato di conservazione che, invece di essere avviati allo smaltimento, venivano presentati come “ritagli prosciutto stagionato”, ad aziende alimentari attive nella produzione di pasta ripiena e salumi, che quindi venivano tratte in inganno sulla reale qualità del prodotto.
Complessivamente le attività di controllo dei Nas di Bologna hanno consentito di sequestrare 40 tonnellate di prosciutto crudo e ritagli di prosciutto crudo, per un valore commerciale di oltre 500mila euro; contestare sanzioni amministrative per un importo complessivo di 14mila euro; deferire all’Autorità Giudiziaria i tre legali rappresentanti di altrettante aziende attive nel campo della produzione, lavorazione e vendita di prosciutti e salumi.
La scoperta di prosciutto crudo etichettato e spacciato impropriamente come Dop con l’utilizzo di scarti per farcire pasta ripiena è “la punta dell’iceberg di un fenomeno in crescita che ha portato nel 2015 a sequestri nella filiera della carne per 78,7 milioni”, dice la Coldiretti Modena.
«Le frodi a tavola si moltiplicano nel tempo della crisi soprattutto con la diffusione dei cibi low cost e sono crimini odiosi perché - sottolinea il direttore Giovanni Duò - si fondano sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti. Oltre un certo limite non è possibile farlo se non si vuole mettere a rischio la salute». «Lascia l’amaro in bocca la notizia della detenzione e della vendita di prodotti non genuini, specialmente quando il prezzo riconosciuto ai nostri allevatori di suini non copre i costi di produzione. Una speculazione deplorevole», dice Cristiano Fini, presidente di Cia.
«La lotta alle contraffazioni alimentari - dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - è fondamentale per tutelare i consumatori, difendere i produttori onesti e salvaguardare la reputazione di quel made in Italy di cui l’Emilia-Romagna, che detiene il record europeo di prodotti Dop e Igp con ben 43 eccellenze, rappresenta una voce fondamentale. Bene dunque l’azione dei Nas di Bologna».
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