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IN TRIBUNALE

Picchia la moglie: è assolto ma farà una cura psichiatrica

Picchia la moglie: è assolto ma farà una cura psichiatrica

Assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia ma per due anni dovrà restare in libertà vigilata sotto la stretta sorveglianza del Centro di salute Mentale. È questo l’esito del processo con rito...

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Assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia ma per due anni dovrà restare in libertà vigilata sotto la stretta sorveglianza del Centro di salute Mentale. È questo l’esito del processo con rito abbreviato nei confronti di un dipendente comunale di Sassuolo sessantenne che ha alzato le mani contro la moglie. L’imputato - difeso dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Alessia Massari - è riuscito a far valere le sue ragioni dal punto di vista psichiatrico al termine di una vicenda piuttosto complessa culminato in questo episodio di violenza domestica causato, si è chiarito, dall’interruzione della cura.

Si parla di un uomo con disturbo di personalità acclarato che gli fa perdere il controllo nei momenti di tensione. Era già stato accusato un’altra volta di violenze contro la coniuge ma era uscito assolto. Tuttavia, una perizia psichiatrica disposta d’ufficio dal gip su richiesta della Procura aveva chiarito che per lui erano necessarie cure psichiatriche. Proprio l’interruzione di queste cure farmacologiche aveva portato nel dicembre 2013 a litigare con la moglie e a malmenarla con ceffoni. La donna è stata curata al pronto soccorso e medicata, 4 giorni di prognosi. Tanto è bastato per una nuova indagine. Il giudice Andrea Romito ha riconosciuto con l’assoluzione che non c’è stata violenza in famiglia, ma le lesioni sì. Poi la decisione di metterlo in libertà vigilata per due anni sotto il Csm.

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