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«Provvedimento che fa male al commercio»

«Provvedimento che fa male al commercio»

I proprietari delle attività contrari al divieto imposto ma non tutti vedono male questa iniziativa

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Dall’opposizione più feroce alla sottoscrizione più melliflua. La nuova ordinanza sull’alcol firmata dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha suscitato reazioni tanto forti quanto discordanti. I commenti sono stati registrati nelle zone fuori dal centro in cui sabato entrerà in vigore la misura.

«Un’ordinanza così fa male al commercio - ha accusato Allem Mohammed da un negozio di alimentari in via Bellini - perché farla? Adesso comincia il caldo e le persone bevono di più. Chi vuole bere tanto lo può comunque fare in casa. Purtroppo bisogna rispettare la legge anche se ci penalizza». A poche decine di metri qualcuno l’ha presa con distacco. «Può produrre un beneficio per la salute - ha affermato Daniele Aguzzoli dal bar Sport - ma anche un danno per le attività. Dovendo scegliere, meglio la salute che il resto». Va detto che l’attività all’incrocio con via Bonacini chiude i battenti alle 20, proprio quando entra in vigore l’ordinanza.

«Si pensa alla salute dei cittadini? - ha ripreso Daniela Damasco dalla polisportiva Sirenella -. Perché non si pensa a tutti i locali che rischiano di chiudere? C’è il rischio che i ragazzi vadano a bere nel parco. Perché non fanno lo stesso anche per le sigarette?». Giulia Daka è totalmente contraria all’ordinanza: «Sembra un discorso ipocrita perché non puoi vietare alle persone di bere».

Qualcuno all’interno dei propri locali lo ha fatto. Da via Monte Grappa alla strada San Faustino il passo è breve. Un piccolo viaggio di circa tre chilometri e mezzo. Lì un commerciante di un’attività etnica ha detto “no” all’alcool fin dal primo giorno della sua apertura: «Siamo aperti da circa due anni - ha raccontato Sofien Tahr - e sin dal primo giorno non abbiamo mai venduto bevande alcoliche. Sono ancora pochi i clienti che passano da noi e chiedono alcool. In ogni caso però giudico che non sia un’ordinanza buona». Una scelta, quella di non vendere bevande alcoliche, compiuta anche dalla macelleria che sta di fronte all’attività etnica.

Se dal bar in via Giardini non arriva nessuna risposta ufficiale, lo stesso non si può dire per un negozio di alimentari che si trova poco più a nord. «In questa zona si crea un giro di degrado - ha ammesso Violeta da un’attività economica della zona - per cui è meglio proibire. Sono d’accordo con l’ordinanza. Poco lontano da noi si crea una situazione che può divenire ingestibile». Tante persone interessate direttamente dall’ordinanza si sono dette restie a rispondere. Soltanto un’attività era a conoscenza del testo appena “sfornato” dal Comune. C’è anche chi si è detto più che favorevole, ritenendo che la misura possa estendersi in tutte le zone della città. «Sono d’accordissimo - ha ripreso Nino Agliolo da via Bonacini - perché gli alimentari devono rispettare gli orari, sia di apertura sia di chiusura. In zona non sempre lo fanno. I controlli? Non li ho mai visti, a parte quando la finanza ha controllato la mia attività una volta». Insomma non c’è una visione comune tra i commercianti ma quel che è certo che da sabato tutti dovranno attenersi alla nuova ordinanza. (g.f.)

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