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Sgomberi in centro: 4 famiglie sistemate

Sgomberi in centro: 4 famiglie sistemate

L’assessore Urbelli: «Restano cinque nuclei da inserire più sette con residenza in altri comuni»

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Emergenza dopo gli sgomberi degli edifici occupati: «Stiamo garantendo la continuità della presa in carico delle famiglie, con una particolare attenzione per quelle con bambini e per le persone con problematiche sanitarie, e alcune situazioni sono già definite. Non ci sono soluzioni miracolose, certo, ma un lavoro serio nel rispetto delle regole e in accordo con i Comuni di residenza».

L'assessore al Welfare Giuliana Urbelli, a un mese dall'accoglienza da parte dei Servizi sociali delle famiglie sgomberate dagli edifici occupati in via Bonacorsa e via Sant’Eufemia, fa il punto della situazione.

Delle nove famiglie residenti a Modena accolte dai Servizi sociali dopo gli sgomberi dello scorso 11 maggio, quattro ora hanno una collocazione autonoma e regolare reperita con un contributo del Comune. Per altre due si stanno attivando dei percorsi d’inserimento lavorativo, per ovviare alla mancanza di reddito; mentre per tre sono ancora in corso approfondimenti. Queste cinque famiglie continueranno, pertanto, a usufruire della sistemazione transitoria attivata per loro, fino a quando non sarà definito un percorso verso soluzioni autonome.

Le famiglie accolte dopo gli sgomberi sono state in tutto 16 (un ulteriore nucleo aveva accolto il percorso proposto già prima degli sgomberi), poiché a quelle residenti a Modena vanno aggiunte le sette con residenza in altri comuni per le quali sono stati contattati i Comuni di residenza al fine di definire progetti congiunti.

«Alcune situazioni sono particolarmente complesse – aggiunge Urbelli – e meritano approfondimenti, ma in diversi casi possiamo lavorare con tempistiche che non sono quelle dell’emergenza». Per esempio, tra gli ex occupanti c’era una famiglia che ha ancora un regolare contratto d’affitto senza alcuna morosità e che ora è rientrata nell’appartamento. Un altro nucleo risulta proprietario di un immobile, anche se è in corso la procedura di pignoramento che si completerà però solo tra diversi mesi. Una mamma con figli è rientrata al domicilio del marito.

«In alcuni casi – osserva l’assessore - pochi giorni dopo lo sgombero, altre famiglie hanno lasciato la sistemazione messa loro a disposizione senza dare spiegazioni, mentre per altre i primi incontri sono avvenuti solo dopo molte insistenze rendendo evidentemente più lunghi e difficili i percorsi di sostegno». Oltre alle 16 famiglie, dopo lo sgombero sono stati accolti 13 adulti.

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