Gazzetta di Modena

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Crolla fregio del Tribunale poco prima delle udienze

di Carlo Gregori
Crolla fregio del Tribunale poco prima delle udienze

Ricciolo di capitello cade schiantandosi vicino a una passante: zona transennata La direttrice amministrativa: «Il Ministero è avvisato, interventi ora inderogabili»

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Venerdì, ore 8.15. All’improvviso, un tonfo in Corso Canalgrande. Si alza una piccola nube bianca all’altezza dell’incrocio con via San Vincenzo. Si è staccato un fregio dalla facciata del palazzo di Giustizia. Un ricciolo di capitello composto di malta e materiali leggeri, probabilmente scagliola. La massa, larga mezzo metro, è appena precipitata schiantandosi a terra. A pochi metri una passante sui trent’anni viene sfiorata dal masso. Per fortuna non accade. E per fortuna in quel momento Corso Canalgrande è quasi deserto. Il tribunale inizierà ad affollarsi solo una decina di minuti dopo, con l’arrivo degli avvocati per una fitta giornata di udienze civili e penali.

Si può proprio dire che è una tragedia sfiorata, dato l’accaduto. Se quel pezzo di fregio si fosse staccato dal capitello solo un’ora dopo, statisticamente avrebbe colpito qualcuno, dato il passaggio quotidiano di quel punto.

Subito dopo lo schianto, la passante sfiorata dal masso ha avuto la prontezza di chiamare il 113. Una pattuglia della Squadra volante della polizia con l’aiuto della guardia giurata della Procura ha avvisato il Tribunale. Poco dopo la zona è stata transennata dai vigili del fuoco che - con l’unica autoscala rimasta a Modena - hanno fatto controlli, verifiche e sopralluoghi su tutta la facciata e sui tetti (rimettendo a posto tegole spostatesi negli ultimi anni).

Il grave incidente ha scosso tutti in tribunale. Subito è intervenuta la direttrice amministrativa del Tribunale e della Procura Luigina Signoretti: «Ero appena entrata in ufficio e sono corsa a vedere - spiega preoccupata - se il palazzo di Giustizia aveva bisogno di interventi urgenti ora sono indispensabili».

Il Tribunale è un palazzo di fine ’500 al quale ha lavorato il grande architetto Guarino Guarini per conto dei frati teatini. È antico ma ha mura solide, come tutti gli edifici dell’epoca. Il problema è che dal terremoto del 2012 non è mai stato fatto concretamente nulla. In 4 anni solo qualche sopralluogo. Spiega a Signoretti: «La proprietà è comunale ma oggi il palazzo è gestito dall’Agenzia del Demanio e dal Provveditorato alle Opere Pubbliche. Abbiamo già avvisato il Ministero di Grazia e Giustizia che ha già assicurato fondi necessari per lavori di controllo e di restauro. Hanno perfettamente capito l’urgenza della richiesta. Si tratta però solo di lavori sulla facciata, sulle grondaie e sul tetto. In realtà, il palazzo dovrebbe essere sistemato in modo ben diverso ma ci vorrebbe almeno un milione di uero. E non c’è». La Signoretti ha esposto anche la preoccupazione di tutto il personale. E sull’accaduto è intervenuto anche Fp Cgil di Modena: «Un’altra tegola si abbatte sul Tribunale. Il crollo stamattina del capitello è l’ennesimo episodio negativo che riguarda i locali degli uffici giudiziari, come più volte denunciato la Fp/Cgil. I locali di corso Canalgrande non sono adeguati ai servizi per cui sono preposti. Ultimamente si registrano problemi ai servizi igienici. Spesso gli unici due ascensori accessibili all’utenza sono fuori uso. I locali dell’ex cinema Metropol si sono allegati più volte. Le vie di collegamento tra le aule di udienza del cinema e tribunale sono inaccessibili ai carrelli per il trasporto dei fascicoli. Non parliamo poi dei locali adibiti al tribunale del lavoro, che definirli uffici pubblici è un ossimoro, visto che in parte sono ubicati in locali senza finestre, e le scale per raggiungere i piani superiori appare difficile definire adeguate». «Oggi l’unico dato di fatto è che causa carenza stanziamenti, si stava veramente per rendere un brutto servizio a qualche malcapitato cittadino».

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