«È un’occasione storica per voltare pagina»
Pavullo. Dopo l’exploit del primo turno, Biolchini è carico per il ballottaggio «Chi ha votato per i tre esclusi troverà in me il cambiamento che cercava»
PAVULLO. È ancora carichissimo Luciano Biolchini per il risultato del primo turno elettorale che, grazie al 23,93% ottenuto, gli ha permesso di andare allo storico ballottaggio per Pavullo contro Stefano Iseppi (al 34,79%). E vuole giocarsi tutte le sue carte da qui al fatidico 19 giugno.
Biolchini, come vi organizzate? Farete apparentamenti, voi?
«No, apparentamenti no, ma dialogo con tutti i competitor, sulla base di un programma che ritengo pienamente condivisibile nella sua ossatura, proposto da gente credibile. E soprattutto appello diretto ai cittadini».
Conta di catalizzare non solo i voti del centrodestra?
«Io mi rivolgo a tutte quelle 3.700 persone che hanno votato per gli altri tre candidati. Se non hanno scelto Iseppi, è perché vogliono il cambiamento e io chiedo loro di essere coerenti e di volerlo fino in fondo votando per noi. Dall’altra parte ci sono i rappresentanti di un’amministrazione arrivata con le ruote sgonfie, che ha perso contatto con i cittadini. È un’occasione storica per voltare pagina a Pavullo, non si sa quando si ripresenterà».
Si dice che i 5 Stelle abbiano preso voti soprattutto al Pd: non potrebbero tornare lì al ballottaggio?
«Non credo che un elettore dei 5 Stelle abbia voglia di votare Pd dopo che il Pd stesso ha tirato addosso al Movimento per tutta la campagna elettorale».
È vero che, se vince, ci sarà un posto in amministrazione per il generale Gian Luca Muzzarelli, già capogruppo di opposizione?
«Non gliene ho ancora parlato, ma sicuramente glielo chiederò e sarei orgoglioso se accettasse, perché io nella mia squadra di governo voglio persone con la massima competenza e il bagaglio del generale non si discute. E non escludo il ricorso anche ad altre figure esterne, per avere il massimo alla guida di Pavullo».
Iseppi ha detto che pensa a un referendum per il Parco Ducale. E lei?
«Mi fa piacere che l’abbia detto, perché significa che riconosce il valore del nostro programma. Noi per primi abbiamo detto che il progetto di riqualificazione va steso da esperti dell’Università, e abbiamo messo nero su bianco nel documento depositato in Comune che, fra due opzioni d’intervento possibili, i cittadini sono da interpellare con un referendum».
Se vince, quale sarà il suo stile?
«Uno stile fatto di ascolto e attenzione al bene del paese. C’è una cosa molto importante che voglio dire a chi siederà ai banchi dell’opposizione: che non passeranno l’inferno che ho vissuto io per dieci anni, non vedendo attuata una sola delle mie proposte, anche se era di chiaro buonsenso. Penso ad esempio alla mia richiesta di adeguamento dei valori dei lotti edificabili per fare pagare alla gente l’Imu giusta, non basata su un bene sopravvalutato. Non è stato fatto nulla, e il 16 di giugno i pavullesi pagheranno ancora sulla base delle vecchie tabelle. Non ci saranno inciuci, ma tutte le volte che vedrò una buona proposta per il paese, io la farò passare».
C'è il rischio che l’astensione che ha già segnato un po’ il primo turno, condizioni il secondo?
«Sì, e per questo rivolgo un appello a tutti i pavullesi: votate per me o per Iseppi, ma il 19 andate a votare. È un momento troppo importante per la vita della nostra comunità».
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