Traffico illegale di gasolio Blitz all’alba, undici arresti
Importavano carburante senza pagare le accise: tra i 75 denunciati un carpigiano Reperiva clienti ignari. Sequestrati 262mila litri di diesel e 240mila chili di olio
A marzo la Guardia di Finanza di Trieste ha fermato e sequestrato alcuni camion: trasportavano illegalmente in territorio italiano oli minerali. Un campanello d’allarme che ha fatto scattare indagini più accurate che hanno portato ieri all’arresto di 11 persone (di cui due, uno sloveno e un polacco, in carcere e nove italiane ai domiciliari), alla denuncia per altri 75 soggetti e a 13 perquisizioni. Tra i denunciati un carpigiano, che è stato anche sottoposto a perquisizione.
La frode era molto semplice. La complessa organizzazione criminale, che aveva anche sedi all’estero, importava gasolio e olio in Italia, bypassando il pagamento delle accise: si occupava dell’intero processo, dall’acquisto alla vendita, dalla ricerca dei compratori al trasporto, fino alla predisposizione della documentazione artefatta tesa a celare l’illegalità del traffico. Il blitz delle fiamme gialle, che ha coinvolto 50 militari in Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Puglia, è scattato ieri mattina con il sequestro di 19 veicoli (utilizzati per il trasporto) e 2 auto (“staffette”), 262mila litri di gasolio, oltre 240 mila chili di lubrificante, corrispondenti ad un’evasione di accisa/imposta di consumo pari a 351.408,30 euro. È stato inoltre accertato il “consumo in frode” di 101mila litri di gasolio e oltre 529mila chili di olio lubrificante, corrispondenti ad un’evasione di accisa/imposta di consumo pari a 479.227 euro. Somme esorbitanti, che potevano essere gestite solo tramite una fitta organizzazione. Nell’organigramma anche un uomo residente a Carpi, il cui compito era quello di reperire acquirenti finali per il gasolio e l’olio lubrificante.
«Oltre all’evasione fiscale sottesa al traffico clandestino - spiega la Guardia di Finanza -, l’introduzione di carbo-lubrificanti sul mercato attraverso canali di distribuzione compiacenti o l’utilizzo da parte di attività imprenditoriali che necessitano di grossi quantitativi di prodotti petroliferi per far funzionare macchine industriali e di locomozione, crea una vera e propria distorsione degli equilibri economici ledendo gli interessi delle imprese oneste e dei consumatori che si rivolgono, ignari, ad offerte particolarmente appetibili». L’operazione Ghost Oil 2 dunque «evidenzia una pluralità di finalità ossia quelle di tutelare il gettito assicurato all’erario dalle imposte, di preservare la correttezza del mercato e la tutela del consumatore e, non ultimo, di proteggere l’ambiente».
Ben 160mila litri di prodotto energetico sono già stati consegnati dalla Guardia di Finanza a tutti i comandi dei Vigili del Fuoco della Regione Friuli Venezia Giulia; altri potranno esserlo in futuro, previa effettuazione delle analisi chimiche ed autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria. (gib)
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