Vignola è la regina del borlengo
Mastro Silvano del laghetto dei Ciliegi ha vinto la sfida contro Fanano e Montese
VIGNOLA. «A sam gnu a la sagra del borlengo, l’è li stes ed ciamer un’oca a bever», esordisce così Sandrone, commentando la “Bandiga dell’Alleanza”, la manifestazione organizzata da Ente Parchi e Slow Food che si è svolta giovedì sera presso il Palazzo Barozzi. “Cò i pé sot’a la tevla a stà semper bein, as fà fatiga a litigher, cò i pé sot’a la tevla», le sagge parole del padre della famiglia Pavironica rendono perfettamente lo spirito della tiepida serata, che nonostante il tempo capriccioso è riuscita a riunire oltre un centinaio di appassionati dei prodotti enogastronomici del territorio. La tradizione in chiave “lenta”, è questa la filosofia che soggiace al movimento dello Slow Food e che in questa occasione è stato il leitmotiv di una nuova alleanza, celebrata con una amichevole sfida tra il borlengo di Vignola, il burlengo del Frignano e la zampanella di Montese. Il pane dei poveri, in tre varianti locali del medesimo prodotto tradizionale a base di farina, acqua, sale e condito con lardo, è stato assaggiato e quindi votato dal pubblico presente, tra un sorso e l’altro dell’ampia selezione di vini – tutti prodotti con presidio Slow Food – presente all’evento. Il vincitore della serata, premiato da Sgorghiguelo, è stato il Mastro Borlengaio Silvano, del ristorante “Laghetto dei Ciliegi” di Vignola. «Sono felice – ha commentato Silvano – perché noi lavoriamo sulla qualità: la gente aspetta però il borlengo deve essere fatto alla giusta maniera, altrimenti viene scartato». Paolo Vignocchi, fiduciario della condotta Slow Food di Vignola, ha commentato: «La famiglia Pavironica rappresenta questa sera l’incarnazione del nucleo contadino di un tempo, per ricordarci come si viveva nelle nostre terre, quando i tempi di produzione, lavorazione e consumo dei prodotti della terra erano necessariamente lenti e legati ai cicli della Natura». Durante la serata i produttori locali della Valle del Panaro e del Frignano hanno potuto proporre al pubblico le proprie eccellenze, dal Parmigiano Reggiano di bianca modenese ai ciacci dolci impastati con farina di castagne, come vuole la tradizione dell’area di Roccamalatina. Il vino ha svolto il fondamentale ruolo di accompagnamento alle prelibatezze in gara, con i profumi dell’uva lavorata con ritmi rigorosamente lenti e naturali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
