Modena,concorso sospetto, l’Ausl va in Procura
Contestata la prova per un posto, con graduatoria, da terapista della riabilitazione psichiatrica . Scatta l’esposto mentre il vertice della sanità assicura anche un'indagine disciplinare interna
MODENA. Un concorso per terapista della riabilitazione psichiatrica finisce sul tavolo della Procura della Repubblica. A portare le carte a Palazzo di Giustizia ma proprio gli organizzatori della prova. Già il 28 aprile, dopo aver assunto informazioni in via riservata sulle procedure adottate nelle prove, la direzione dell’Ausl con una propria delibera ha bloccato la graduatoria finale e fermato l’assunzione alla vigilia della firma del contratto. I cinque migliori quindi restano bloccati, per gli altri 25 giudicati idonei ora si apre un periodo buio.
Le ragioni dello stop? Ignote. L’Ausl ha mandato un esposto, limitandosi a spedire eventuali segnalazioni anonime, o una denuncia circostanziata con atti e fatti precisi? Al momento non c’è una risposta ufficiale. L’incartamento è da quaranta giorni sul tavolo del giudice ma sinora non è dato sapere se è scattata un’indagine conoscitiva. Di voci ne correvano parecchie già subito dopo la prova e soprattutto per il rebus dei telefonini durante le prove scritte: furono ritirati all’entrata?
Il direttore generale Ausl, Massimo Annichiarico, a scanso di equivoci, ha spedito la pratica del concorso contestato davanti ai giudici.
Ma che cosa è accaduto di così grave da spingere il vertice della sanità modenese a chiedere l’intervento dei magistrati? Tutto per un solo posto a disposizione? Qui non si parla delle lotte per un posto da primario, ma solo di un incarico minore. Dunque il posto di terapista della riabilitazione psichiatrica è così ambito da richiedere raccomandazioni, domande magari passate sotto banco?
PRESENTATE BEN 120 DOMANDE. Il posto dev’essere sicuramente apprezzato se hanno fatto domanda in 120 e ben 30 hanno superato tutte le prove, con il primo classificato a 80 punti. Ma la marcia in più nella selezione stava tutta in un dettaglio: anche chi non vinceva entrava in graduatoria per sostituire, seguendo l’ordine di classifica, i posti che via via si andranno a liberare nelle strutture sanitarie nei prossimi tre anni. La graduatoria resta valida e attiva per 36 mesi.
«Sono emerse circostanze nella procedura selettiva - ammette a denti stretti in uno stringatissimo comunicato la direzione Ausl - che potrebbero aver pregiudicato il corretto svolgimento della stessa. Contemporaneamente alla sospensione, lo scorso 28 aprile, la Direzione Ausl ha trasmesso all’autorità giudiziaria le informazioni in suo possesso per eventuali provvedimenti di competenza. Al tempo stesso l’Ausl ha attivato un’indagine disciplinare. Assicuriamo anche il nostro impegno per assicurare rigore e trasparenza negli atti amministrativi».
Dopo le figuracce dei mesi scorsi con i concorsi rifatti dopo i ricorsi arrivati puntualmente, anche i vertici della sanità devono aver pensato che in caso di situazioni poco chiare il rischio di denuncia è alto.
«Mi sono consultata con il nostro ufficio legale - spiega Patrizia De Cosimo (Cisl Sanità) - Anche loro pensano che dev’essere accaduto qualcosa di molto grave per fermare il concorso alla vigilia del contratto da firmare. Al tempo stesso ci sono persone che lavorano con contratti precari da anni che vanno tutelati».
Saverio Cioce
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