«Da troppo tempo attendiamo risposte per i punti vendita»
«Stiamo ancora aspettando risposte». Così Alberto Dugoni commenta la richiesta di più trasparenza al mercato del Novi Sad. «Era stato detto in un’assemblea che sarebbe stato creato un sito - ha...
«Stiamo ancora aspettando risposte». Così Alberto Dugoni commenta la richiesta di più trasparenza al mercato del Novi Sad. «Era stato detto in un’assemblea che sarebbe stato creato un sito - ha aggiunto il presidente provinciale di Fiva Confcommercio - in cui sarebbero stati pubblicati i bilanci, ma ancora non c’è niente. Speriamo l’attesa non si protragga troppo: mi sembra un’azione doverosa da parte del consiglio d’amministrazione e del presidente. Non sappiamo chi sono gli ambulanti che non pagano il plateatico. Può anche essere che il presidente faccia favoritismi, a voler essere maliziosi. Sono aspetti che ci turbano, ripercuotendosi sugli onesti che pagano sempre. Magari qualcuno si è stancato».
Dugoni affronta anche il tema delle richieste dell’Albinelli. «È un mercato da rivitalizzare e da rendere più fruibile - ha aggiunto il presidente Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti) nel nostro territorio - ma non è semplice. Ci sono famiglie che si alzano alle 4 del mattino e magari non hanno l’intenzione di continuare in tutte le fasce». Non può continuare, secondo Dugoni, la situazione al mercato in piazza Primo Maggio. «È lasciato a sé - ha riconosciuto l’intervistato - e così farà sempre più fatica. Vendere tutti gli stessi prodotti è una scelta che non paga: non si crea un grande appeal sui consumatori. Ci starebbe una grande molteplicità. Occorre studiare qualcosa per incentivare quelle attività». Attività che hanno dichiarato di non ricorrere più al “made in Italy”. C’è chi lo fa, invece, in modo subdolo. È il caso di chi vende prodotti contraffatti. Una categoria di attività su cui sono stati lanciati più volta strali da Anva Confesercenti. L’Associazione nazionale venditori ambulanti, anche a livello regionale, lamenta danni ingenti per i loro associati. Da un’analisi condotta dalla sigla è emerso che il 49% del campione vede nell’abusivismo, nella contraffazione e nelle attività agevolate le principali fonti di danno per le proprie attività. «Abusivismo e contraffazione sono da contrastare con tutti i mezzi», hanno esortato lo scorso mese dalla sede modenese dell’Anva. Secondo dati aggiornati al 2015, l’abusivismo in Regione (nel settore del commercio su aree pubbliche) comporterebbe un giro di affari di 180 milioni di euro e 77 milioni di entrate fiscali in meno. (g.f.)
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