«Quel bosco è selvaggio, lupi e cinghiali sono i re»
Palagano. Il sindaco di Fivizzano ricostruisce le ultime ore di Adriano Govoni: «Potrebbe esser morto per un malore e gli animali hanno poi fatto il resto»
PALAGANO. Prende sempre più piede l’ipotesi che Adriano Govoni, il 78enne scomparso da Montemolino (Palagano) lo scorso 13 maggio, possa essere stato sbranato nel bosco sui monti di Fivizzano (Massa Carrara) ai margini del quale è stata trovata il 31 maggio la sua Panda nera. Allo stesso sindaco del comune montano Paolo Grassi sembra inevitabile ormai il drammatico epilogo, ricordando anche il precedente, qualche anno fa, di un fungaiolo sparito nello stesso bosco e di cui poi due anni e mezzo dopo fu ritrovato solo un femore a diversi chilometri dal punto dove era partito. «Sì – conferma - purtroppo abbiamo avuto questo precedente che rende plausibile l’ipotesi che Govoni sia stato sbranato, ovviamente una volta morto perché altrimenti gli animali non attaccano l’uomo. Quello è un bosco ancora allo stato selvaggio, a tratti quasi impenetrabile, e bestie selvatiche ce ne sono parecchie. Lupi, ma anche cinghiali, che peraltro sono molto più numerosi e potrebbero più facilmente aver aggredito il cadavere di Govoni. Perché sul fatto che sia morto ormai ci sono pochi dubbi: chi lascerebbe una macchina così, aperta, per due settimane? Se fosse vivo, l’avremmo trovato». Sul come sia finito lì, c’è una sola idea: «Ha sicuramente perso la memoria mentre viaggiava in macchina – nota - si è trovato in un posto che non riconosceva e non ha saputo più dove andare. Ha abbandonato la statale 63 di Cerreto senza un motivo, se fosse rimasto lì sarebbe stato ritrovato in pochissimo tempo. Invece ha preso una strada comunale e poi ha sterzato sulla sterrata che l’ha portato proprio in mezzo al bosco, dove ha rotto il cambio. E poi avrà vagato in cerca d’aiuto prima di essere stato colto da un malore fatale».
Anche se il cadavere è stato attaccato da lupi o cinghiali, ossa e vestiti però si devono pur trovare, anche se a distanza dal luogo in cui ha lasciato l’auto: «Io credo che avremo novità presto grazie ai cercatori di funghi – sottolinea – arrivano in migliaia in questa zona, e la stagione è appena partita. Riescono a raggiungere posti impensabili (talvolta anche loro si perdono) e sicuramente qualche elemento verrà fuori a forza di girare».
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