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Si perde e si schianta, lo salvano

Si perde e si schianta, lo salvano

Serramazzoni. Quattro giovani soccorrono di notte l’uomo finito contro un muro

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SERRAMAZZONI. Per dodici, lunghissime ore hanno temuto il peggio ma una telefonata nel cuore della notte, alle 4.30, ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo alla moglie e ai parenti di Silvano Fontana, il pensionato 80enne di Sabbione del quale si erano perse le tracce dalle 16.30 di sabato. «È vivo, è vivo: mi hanno chiamata» ha poi detto pochi istanti più tardi la moglie alla nipote, nel corso di una telefonata che ha trasformato una giornata da incubo in un’avventura a lieto fine, che si è risolta con un’auto da rottamare ma un caloroso abbraccio all’80enne “recuperato”.

Andato al bar con la sua auto, una Ford Fiesta, l’anziano sarebbe dovuto rientrare a casa intorno alle 16, ma si è perso. La moglie gli ha parlato due volte a distanza di mezz’ora: la prima volta il pensionato aveva detto di essere a Maranello, la seconda ad Arceto, vicino a casa, ma dalle 17 in poi il suo telefono cellulare risultava staccato.

Stremati, dopo la denuncia di scomparsa ai carabinieri i familiari di Fontana erano poi andati a dormire, pronti a ripartire all’alba.

Alle 4.30 la telefonata: era un gruppo di ragazzi frignanesi i quali, di ritorno da un sabato sera in compagnia, si sono trovati in mezzo alla strada, nei pressi di Serra, la Ford Fiesta incidentata dell’80enne, con Fontana seduto al posto di guida e in stato confusionale.

Con l’auto aveva centrato il muretto di uno spartitraffico, danneggiando in modo irreparabile la macchina, ma senza conseguenze fisiche. I ragazzi si sono fermati, lo hanno soccorso e dato l’allarme al 118: gli hanno chiesto cosa fosse successo e come si chiamasse, e Fontana – sotto shock – non ha saputo rispondere. Ma l’anziano aveva con sè diversi foglietti, con sopra il numero di telefono di casa, così hanno chiamato. Ha risposto la moglie, che si è subito preoccupata prima di essere tranquillizzata dagli stessi ragazzi.

Fontana è stato portato in ambulanza all’ospedale di Pavullo, dove è stato medicato e dimesso, prima di essere riportato a casa dagli stessi familiari.

Giuseppe Galli

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