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A rischio 80 dipendenti: presidio alla Coen-Arb2

di Rino Filippin
A rischio 80 dipendenti: presidio alla Coen-Arb2

La Cgil: «Il titolare dice che è in crisi, ma poi apre un’altra ditta: serve chiarezza» L’azienda: «Abbiamo perso commesse di grandi clienti, il lavoro scarseggia»

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Due delle aziende locali più importanti del settore “stiro-lavaggio-imbusto” rischiano di chiudere i battenti. «Il lavoro scarseggia - dice il titolare di entrambe, Alessandro Bizzarri, che fino a poco tempo fa aveva commesse da parte di grandi firme del settore abbigliamento - e la situazione è molto complessa, per il momento non posso dirle di più». Una dichiarazione che preoccupa notevolmente gli oltre 80 dipendenti della Arb2 e della Coan, con sede nei vecchi capannoni della Steton, sulla Romana nord. Questa mattina, infatti, davanti ai cancelli delle aziende è previsto un presidio sindacale nella speranza che la questione si sblocchi.

«Chiediamo maggiore trasparenza e informazioni - spiega Sergio Greco, sindacalista Cgil-Filtem - per dare garanzie ai lavoratori. Il titolare, a dire il vero, si è comportato correttamente sul fronte del pagamento degli stipendi, ma ci sono altri aspetti che non ci lasciano tranquili. Da una parte Bizzarri - continua Greco - dice che porterà i libri in Tribunale, dall’altra ci risulta che abbia aperto una nuova società e che stia assumendo alcuni lavoratori. Qualcuno ci deve spiegare cosa sta succedendo». Al momento le due imprese che fanno capo a Bizzarri sono in cassa integrazione ordinaria fino al prossimo 23 giugno. Poi?

«L’imprenditore - continua il sindacalista - doveva aprire una procedura di crisi che avrebbe consentito meccanismi di protezione per i dipendenti, sto pensando ad esempio alla mobilità. Aspettiamo che si verifichino le condizioni per le quali sia possibile dare massima protezione a chi perderà il lavoro. Certo - continua - i dipendenti sono arrabbiati sapendo che qualche loro collega dopo le dimissioni è stato subito assunto da una nuova azienda di Bizzarri. Ma il punto non è questo: dobbiamo fare chiarezza e il presidio davanti ai cancelli dell’azienda ha proprio questo obiettivo».

Tra i dipendenti delle due aziende, secondo quanto riferisce la Cgil, vi sono per il 90 per cento donne. Pochissimi gli stranieri che veivano solitamente utilizzati tramite una cooperativa.

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