Nonantola, donna truffa 25mila euro ad un anziano agricoltore
Un’immigrata aveva fatto credere all’ex datore di lavoro di 84 anni che fosse responsabile per le spese del permesso di soggiorno. Denunciata
NONANTOLA. In circa dieci mesi gli aveva soffiato 25mila euro. Sfruttando il buon cuore di quell’uomo che prima le aveva offerto un posto di lavoro e poi si era interessato della sua situazione familiare e delle sue difficoltà nel vivere da immigrata in Italia. Ma il giochino, a un certo punto, è diventato palesemente una truffa, anche agli occhi di quell’uomo di Nonantola di 84 anni che aveva fatto di tutto per aiutarla. E così i carabinieri hanno interrotto quello che a tutti gli effetti era un inganno, denunciando una cittadina marocchina 39enne per truffa aggravata.
Tutto ha avuto inizio a settembre del 2015. La donna trova lavoro nell’azienda agricola dell’anziano. Un impiego stagionale, raccolta frutta. Nel periodo in cui frequenta la fattoria, la donna riesce ad entrare in contatto diretto con l’anziano, approfondendo il loro rapporto. Probabilmente gli racconta le difficoltà che quotidianamente i lavoratori stagionali come lei vivono, di come poi sia difficile per una donna immigrata riuscire a crearsi una vita, aiutare la propria famiglia ed ottenere un permesso di soggiorno.
A quel punto il più è fatto, perché quell’anziano è una persona sensibile e prende a cuore le sorti della donna più giovane. Il contratto di lavoro stagionale si interrompe, ma il rapporto, solo di amicizia sia chiaro, tra i due no. Ma qui scatta l’inganno.
La donna gli fa credere che ogni onere riguardante il processo burocratico per il permesso di soggiorno sia a suo carico: «Tu sei il mio datore di lavoro e tu devi pagare». Queste in soldoni le sue parole. E lui ci crede. Inizia così una serie di pagamenti, con scuse sempre differenti.
In una circostanza la donna riferisce che sua sorella è bloccata al confine, precisamente a Ventimiglia e non può entrare in Italia, a meno che non sia difesa da un legale per cui, ovviamente, serve denaro. E così via, fino a domenica. I due si sarebbero dovuti vedere per un nuovo pagamento, ma la donna invece del suo mecenate, ormai consapevole del fatto che si trattasse di una truffa, ha trovato i carabinieri di Nonantola ad attenderla, che l’hanno denunciata per truffa aggravata, per una somma che si aggira sui 25mila euro. La donna è stata anche oggetto di una perquisizione bancaria approfondita, con la speranza di ritrovare la somma sottratta. Ma quasi tutti i soldi erano già stati spediti in Marocco ai parenti. (gib)
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