Gazzetta di Modena

Modena

Un tuffo negli anni ’50

di Agnese Facchini
Un tuffo negli anni ’50

Piumazzo. Chiude Beatville: 3 giorni di swing, drive-in e Usa

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CASTELFRANCO. Profumo di tigli, brezza al tramonto e calde note swing: il benvenuto del “Beatville” si è profuso nell’aria lungo i campi di grano che circondano Piumazzo. Il nome stesso suggerisce d’impatto cosa si poteva trovare a questo festival: “beat”, dal movimento letterario degli anni Cinquanta che ha dato vita a un’intera generazione, mescolato a “ville”, ossia la suggestiva location di Villa Cacciari, che ha ospitato tre giorni di colori, materia e suoni vintage. «È stata una prima edizione di cui siamo contentissimi – ha commentato l’organizzatore Vincenzo Fancinelli - nonostante il tempo incerto che ha causato qualche imprevisto; l’affluenza è stata oltre le aspettative e i contenuti sono stati apprezzati, questo ci fa ben sperare per proseguire Beatville nei prossimi anni».

Tra le novità assolute per il territorio c’è il drive-in, con la proiezione di due classici del cinema americano del Dopoguerra e la possibilità di ascoltare l’audio dalla propria autoradio. Tra gli artisti coinvolti dall’associazione Almo, creatrice dell’evento in collaborazione con l’agenzia Ragtime, hanno dato lustro all’evento le tre ugole cristalline delle “Gio’s Sisters”, che si sono distinte in uno spettacolo dal sapore swing. Poi il mercatino vintage con oggetti feticcio della cultura rockabilly, tra abiti dai tagli Happy Days, oggetti di design, dischi e libri d’epoca e addirittura un barbiere specializzato in acconciature in stile. Per coronare il tutto i visitatori hanno potuto visitare gratuitamente la mostra di design in stile beat dedicata alla regina delle materie che hanno rivoluzionato l’era post-bellica: la plastica. «Lo scopo della nostra associazione culturale – ha spiegato Fancinelli – era di raccontare un’epoca che si è rivelata come chiave di volta nella storia italiana: negli anni ’50 è nata la televisione, la plastica, si è trasformato il design nelle case di tutti, con un entusiasmo che rendeva la vita autentica».

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