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Modena e scuola: «Vacanze, no ai compiti. Sono inutili e dannosi»

di Monica Tappa
La testata della nuova rubrica della Gazzetta
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La testata della nuova rubrica della Gazzetta

Raccoglie consensi, anche nella nostra provincia, la campagna lanciata da Maurizio Parodi «Per il bene dei ragazzi vanno aboliti per sempre». Altre nazioni già l’hanno fatto

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MODENA. C'è anche il nome di Giacomo Stella, docente di Psicologia clinica alla facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Modena e direttore scientifico dell'Istituto di Ricerca Dislessia Evolutiva, tra le ultime prestigiose adesioni alla campagna Basta Compiti, che nasce da un'idea del dirigente scolastico Maurizio Parodi, autore di “Basta compiti! Non è così che si impara” (ed. Sonda, 2012) e “Gli adulti sono bambini andati a male” (2013).

"LIBERARE LA SCUOLA DALL'OSSESSIONE DEI COMPITI". Nata quasi due anni fa, la pagina Facebook del gruppo creata da Parodi conta quasi ottomila iscritti. Il preside genovese ha inoltre lanciato una petizione su Change.org che ha superato le 15000 adesioni, istituito un albo “Docenti e dirigenti a Compiti Zero” che conta attualmente oltre duemila insegnanti, inviato una lettera a scuole, garanti, pediatri, associazioni sportive e partecipa a conferenze di presentazione in giro per l'Italia. Ha anche pubblicato un ebook ne 2015, "I compiti fanno male" «nel quale sono riportate - spiega Parodi - le testimonianze dei genitori e i contributi dei docenti che raccontano la gioia di imparare insieme in una scuola liberata dall'oppressione dei compiti con testi ripresi proprio dalle pagine Facebook».

Il concetto di base, al di là delle facili battute e alzate di scudi, è semplice e dovrebbe far riflettere: «Il nostro Paese - ricorda Parodi - detiene il record europeo di abbandono scolastico e in termini di disuguaglianze facciamo peggio di Bulgaria e Romania. Nell'ultimo rapporto Ocse Pisa ci hanno definito uno dei sistemi scolastici europei con il peggior risultato (dopo di noi solo la Grecia e il Portogallo). E i compiti a casa partecipano a questo disastro: come abbiamo sottolineato e spiegato in modo approfondito nel Manifesto Basta Compiti, sono inutili, dannosi, discriminanti, prevaricanti, impropri e pure malsani e vanno aboliti almeno dalla scuola dell'obbligo. Le stesse Indicazioni nazionali, che sostituiscono i vecchi programmi ministeriali, puntano a eliminare molte delle "abitudini" scolastiche: dalla lezione frontale alla pratica dei compiti a casa, basterebbe leggerle e metterle in pratica».

In effetti le conferme arrivano anche da altre voci autorevoli come quella di Harris Cooper della Duke University, Carolina del Nord (USA), autore di una recentissima ricerca sui compiti per casa, che è giunto alla medesima conclusione: “Non vi è alcuna prova che i compiti a casa di qualunque entità e quantità migliorino le prestazioni scolastiche degli studenti delle scuole elementari”. O quella del Ministro dell'istruzione finlandese, Krista Kiuru, che, nel film documentario Where to invade next del regista Michael Moore, alla domanda su quale sia il segreto della stupefacente eccellenza del sistema scolastico finlandese, risponde: “Abbiamo abolito i compiti a casa”.

E adesso che si chiudono i portoni della scuola che si fa coi compiti per le vacanze? «I compiti per le vacanze - dichiara Parodi - sono una contraddizione in termini, un assurdo logico, ancor prima che pedagogico, giacché le vacanze sono tali, o dovrebbero esserlo, proprio perché liberano dagli affanni feriali: vacanza, in latino vacantia, da vacare, ossia essere vacuo, sgombro, vuoto, senza occupazioni».

Rincara da dose Italo Farnetari, pediatra e docente: «Si tratta di un modo di impiegare il tempo inutile e dannoso per la salute del bambino. Le scuole non chiudono per mandare in ferie gli insegnanti, ma per far riposare gli studenti. Per il loro benessere fisico e mentale è necessario staccare completamente dallo stress legato all'apprendimento».

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