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Visita al Conventino: l’Emilia in una mano dal castello di Guiglia

Visita al Conventino: l’Emilia in una mano dal castello di Guiglia

Da 500 metri di altezza il paese e il suo maniero “controllano” Panaro e buona parte della pianura

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Da qui la vista è davvero mozzafiato. E non per niente infatti Guiglia è conosciuta come “il balcone dell'Emilia” proprio grazie alla posizione privilegiata sulla quale è stata edificata già ai tempi dei Romani. Da un'altezza di quasi 500 metri sul livello del mare, Guiglia era il punto d'osservazione ideale per tenere sotto controllo tutto il corso del Panaro e gran parte della pianura. Compresa nei territori del Castro Feroniano (corrispondente bene o male all'intero Frignano inteso come circoscrizione giurisdizionale, civile, militare; un distretto territoriale che al tempo veniva definito “pluricastellato” dato che poteva contare su numerose fortificazioni), Guiglia lascia la prima traccia di sé sui documenti nell'890, quando divenne parte delle terre di Matilde di Canossa (dominio che durò fino alla morte della “Magna Comitissa” nel 1115) per poi passare sotto la Signoria dei Guiglia, nel 1405 arrivarono i Pio di Carpi, seguiti dal governatorato di Guicciardini quando l'intera zona divenne parte dello sterminato Stato Pontificio ed infine nel 1521 la venuta degli Estensi al tempo di Alfonso. Proprio per i grandi privilegi strategici e logistici, questo territorio fu a lungo conteso e teatro di battaglie tra Modenesi e Bolognesi. Nel 1630 il duca Francesco I d'Este fece dono del territorio ai marchesi Montecuccoli che decideranno di trasformare il castello nella loro dimora estiva fino al 1796 quando il marchesato decadde in favore della repubblica voluta da Napoleone per poi essere reinstaurato con la caduta dell'imperatore nel 1815. Questi in sintesi i cenni storici che servono ad introdurci alla costruzione che è l'oggetto del nostro interesse: il castello. Anche in lontananza, si avverte la presenza del possente torrione medievale. Ad accoglierci all'ingresso è il portale che, con una sontuosa facciata, ci introduce al cortile con loggiato a colonne e stucchi di un fastoso barocco simile a quello delle seicentesche dimore estensi. Distrutto completamente da un incendio nel 1361, il castello, con tanto di torre e ponte levatoio, venne ricostruito in quarant'anni per poi essere nuovamente gravemente danneggiato dal terremoto nel 1571, venne ripetutamente saccheggiato. Le peripezie della fortificazione finirono con l'arrivo dei Montecuccoli che per opera del marchese Francesco, iniziarono la sua trasformazione da edificio strategico in dimora signorile. I lavori interessarono sia l'esterno che l'interno: il ponte levatoio venne rimosso e la porta ad est venne chiusa, gli appartamenti vennero ampliati e venne creato il prestigioso portale d'ingresso sormontato dall'aquila dello stemma araldico dei Montecuccoli e da un timpano sostenuto da colonne attraverso il quale si accede ad una loggia decorata da pregevoli stucchi. Il castello è conosciuto anche come “conventino” perché al suo interno esisteva un convento di Carmelitani. Per questioni finanziarie (gli eredi dei marchesi Montecuccoli non pagavano le tasse) il castello fu messo all'asta e trasformato in un albergo. Ora è di proprietà del Comune. Davanti all'ingresso del castello si erge la “Torre del Pubblico” (nota anche come “Torre dell'orologio”) la cui data di costruzione dovrebbe essere il 1535 come da lettura dello storico Giannotti. Ha una pianta quadrata, il portale è in cotto ad arco a strombo ed è sormontata dalla cella campanaria arretrata dotata di una campana seicentesca. Tutto il borgo attorno al castello è costituito da edifici storici risalenti al '500 e al '600. La costruzione più vicina alla torre dovrebbe essere la “Casella” nella quale si svolgevano le adunanze della Comunità. Vicino troviamo l'Oratorio della Madonnina, fatto costruire alla fine del XVII secolo da Ottavia Caprara, vedova del marchese Giambattista Montecuccoli, per ospitare un'immagine dipinta su carta della Beata Vergine di San Luca, precedentemente collocata su un pilastrino posto presso la ripa del Campo superiore ed alla quale erano attribuiti numerosi miracoli. La costruzione fu terminata dal figlio Raimondo nel 1715 e pochi anni dopo vi fu traslata l'immagine. Il corpo interno dell'oratorio consiste in tre nicchie con unico altare collocato in quella di mezzo. Ripostiglio e sagrestia sono ai lati dell'ingresso. La cupola è sormontata da una lanterna circolare. Anche il tamburo è a pianta circolare ed è affiancato da un campaniletto a vela. Il portale, con profilo superiore semiottagonale, è sottolineato da una cornice modanata in terracotta. All'interno conserva tre tombe dei marchesi Montecuccoli Laderchi e numerosi ex voto di fattura popolare. Per quest'ultimi cenni storici ringraziamo l'ente del turismo della comunità montana dell'Appennino Modena Est. (m.v.m.)

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