Gazzetta di Modena

Modena

Con gli abiti usati una sfilata di moda per la solidarietà

di Laura Solieri
Con gli abiti usati una sfilata di moda per la solidarietà

La festa presso il Centro provinciale istruzione adulti Parecchie associazioni unite in iniziative interculturali

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Una giornata che ha voluto segnare l'inizio di una collaborazione, per provare a creare progetti di inclusione sociale stabili nel tempo. Lo scorso sabato, presso il Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) di Modena, si è tenuta la festa “Runaway show. Fili diversi per un abito comune”, un progetto partecipato e collettivo che coinvolge numerose realtà del territorio tra cui le associazioni Insieme a Noi, Palmipedoni, la Cooperativa Caleidos, la Cooperativa Impronta Verde e il Cpia. Il progetto nasce da un lavoro di rete fra diversi soggetti impegnati su tematiche di integrazione, intercultura, sani stili di vita e sostenibilità per divulgare una consapevolezza etica in un ottica di tutela della dignità sociale e ambientale. «Molto spesso questi progetti terminano con un evento, noi speriamo che l'evento di sabato sia solamente un punto di partenza. Lo slogan "Fili diversi per un abito comune" non è stato scelto a caso, la forza di questo progetto sta proprio nel concepire la diversità come valore aggiunto» spiega Sabrina D'Amato, una delle organizzatrici della giornata "Runaway Show", tra le fondatrici dell'associazione Palmipedoni e della Cooperativa Impronta Verde.

«La nostra associazione ha un'area di azione molto ampia, attraverso la sensibilizzazione e la raccolta fondi a favore di progetti di cooperazione internazionale vuole diffondere un messaggio di pace, rispetto, equità e giustizia sociale. Cerchiamo di sensibilizzare la cittadinanza sugli squilibri tra Nord e Sud del mondo e sulla responsabilità delle imprese nei processi di impoverimento globale. La nostra associazione - prosegue Sabrina - collabora tra gli altri con il Cpia per un servizio gratuito di baby sitting durante gli esami per i permessi di soggiorno. Lo scorso inverno, abbiamo anche dato una mano ad allestire e raccogliere indumenti per il Mercatino di Natale, grazie al quale abbiamo potuto raccogliere fondi per progetti di socializzazione all'interno della scuola. Mentre allestivamo, ho trovato un vestito molto bello e ho pensato: questo sarebbe perfetto per una sfilata. Anni fa, durante il mio servizio civile presso l'associazione Mani Tese di Finale Emilia, ho lavorato molto ad alcune sfilate di abiti usati e l'idea di realizzare una sfilata con la collaborazione di tante realtà diverse si è presto concretizzata. Grazie alla scuola che era in contatto con Caleidos e alla collaborazione di Insieme a noi, abbiamo deciso di attivare un laboratorio ad hoc per la realizzazione di abiti per la sfilata».

Tra i tanti eventi che hanno animato la festa, spicca infatti la sfilata di moda che ha visto come modelli i ragazzi di Mare Nostrum e i volontari che hanno collaborato alla realizzazione del progetto. «La sfilata ha rappresentato il collegamento fra culture diverse e diversità - afferma Sabrina - Il laboratorio di sartoria e cucito organizzato da Insieme a Noi ha permesso ai ragazzi di socializzare, di acquisire abilità e competenze e di creare veri e proprio capolavori. Credo che sulle tematiche dell'integrazione, dell'intercultura e dei sani stili di vita dal punto di vista del volontariato, a Modena, tanto è stato fatto ma tanto ci sia ancora da fare - conclude Sabrina - Le associazioni da sole non ce la fanno, hanno imparato a lavorare in rete ma sono ancora troppo poco supportate. Credo soprattutto che certe tematiche non debbano essere rimandate solo ad azioni singole e su base volontaria. Sono anni che mi impegno per cambiare le cose ma è veramente dura, la strada per l'integrazione è ancora molto lunga. Molto spesso ci si accanisce su piccole cose per non cambiare le grandi cose, si spezzano le relazioni di una comunità che tenta di lavorare insieme. L'intento di alcuni di noi, in questo progetto, è proprio quello di creare, prima di tutto, una relazione fra le persone, una vera socialità».

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