Francescana, il miglior ristorante del mondo
Bottura: «Un premio alla mia famiglia, allo staff e alla mia straordinaria città Ho pianto quando mia sorella è andata al cimitero per dirlo alla mamma»
Il sogno è diventato realtà: l'Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena incoronata ristorante migliore del mondo, secondo The World's 50 Best Restaurants, l'Oscar dei cuochi. L'annuncio lunedì sera (ora di New York, a Modena notte fonda) al Cipriani Wall Street. Dopo il secondo posto dell’anno scorso, l’Osteria Francescana ha spodestato dal El Cellar De Can Roca di Girona. Bottura è salito sul palco commosso. «Mi vien quasi da piangere - ha detto - riuscire in questi giorni significa usare l'ingrediente della cultura perché la cultura è conoscenza e la conoscenza apre le coscienze e crea responsabilità». Ha ricordato l'importanza della tenacia e del lavoro del suo team. Un discorso appassionato iniziato con una dedica del premio alla moglie Lara Gilmore - in sala e poco dopo con lui sul palco - ai figli Charlie e Alexa e allo staff dell'Osteria Francescana rimasto a Modena, che lo stava seguendo in diretta dalla Franceschetta. «Il nostro è un lavoro duro - ha detto lo chef di via Stella - la gente pensa a noi come a rockstar ma ogni giorno in cucina c'è da lavorare sodo e pensare ai risultati». Lo chef, che a Expo aveva collaborato con la Caritas per un Refettorio dei poveri, ha dato appuntamento a Rio de Janeiro per la prossima “soup kitchen” nelle favelas ai prossimi Giochi Olimpici.
«Dedico questo incredibile premio alla “Famiglia” della Osteria Francescana, a mia moglie Lara, ai miei figli e a loro, i ragazzi con i quali lavoro ogni giorno», spiegava ancora frastornato ieri pomeriggio. «Questo risultato, primi nel mondo, non è solo nostro: è di Modena, di una città intera, degli artigiani, di un luogo magico dove la gente si ferma, ti saluta, chiacchiera, ti fa i complimenti, ti incoraggia. Modena è una grande famiglia, a volte facciamo fatica a renderci con di quanto è straordinario il nostro modo di vivere».
Bottura si commuove: «Penso a mia sorella Cristina che mi ha chiamato e mi ha raccontato che è andata la cimitero a dirlo a nostra madre, davanti alla tomba. Un gesto incredibile. Ho pianto».
«Sono a New York su di giri, ho l’adrenalina a mille, ma non vedo l’ora di tornare a casa e festeggiare con la “Famiglia”, nel nostro ristorante».
Anche sul palco al momento della premiazione aveva detto parole calorose sul suo staff: «Senza di loro non ce l'avrei fatta ad arrivare fino a qui. Mi sento così orgoglioso di voi», ha concluso un attimo prima di concedersi ai fotografi mostrando la bandiera italiana con l'articolo 2 della Costituzione italiana, quello sui diritti dell'uomo.
Lo staff era stato già al centro di sue premure dietro le quinte prima della finale. «Mi raccomando, tu e Taka che siete lì, qualsiasi cosa succeda, tenete alto il morale perché per noi la cosa importante è la squadra, bisogna sempre lavorare allo stesso modo, che sei primo o che sei decimo». Sono le parole che ha detto lunedì pomeriggio a Davide Di Fabio, uno dei suoi due sous chef assieme a Takahito Kondo, prima di andare alla premiazione a New York.
«È una grandissima soddisfazione. Non è che ripaga... essere primi, o secondi o terzi siamo lì. Logicamente fa piacere. Però è stata una soddisfazione per tutti i sacrifici e l'impegno, per i sorrisi delle persone con cui lavoriamo insieme da anni», ha aggiunto Di Fabio.
“The finest moment”: il momento più bello. Quello di sentirsi chiamare dopo anni in cui si arriva quarti, terzi, secondi, dietro a Cellar De Can Roca o a Noma. Sapere che si è arrivati al primo posto e che tutti gli occhi ora sono puntati su di te, sul tuo lavoro e le tue creazioni (perché a questo livello si tratta di Arte, vera arte culinaria). Dopo il suo appassionato discorso in favore della cultura e della consapevolezza, tra gli applausi Bottura si ammanta con la bandiera italiana che riporta nel bianco l’Articolo 2 delle Costituzione. Chiama sul palco la moglie Lara, una figura il cui peso sulla sua carriera è difficile oggi da calcolare nella sua giusta portata: è lei che ha sempre affiancato nelle sue avventure creandogli attorno il terreno migliore per essere capito e divulgato.
Ed è sua moglie da 21 anni, da quando partì l’avventura dell’Osteria Francescana di via Stella, in centro storico: un locale già avviato ma rivoltato come un calzino per un progetto tutto da costruire tra tradizione e modernità con punte di avanguardia. Ci sono voluti 21 anni per scalare il cielo.
Dimostra stile Juan Roca, lo chef spagnolo del Cellar Can Roca spodestato con i due fratelli da Bottura dal titolo di «miglior ristorante del mondo». «La cosa più importante per un ristorante - twitta Juan Roca- è avere un'anima. E la Francescana ce l'ha».
Ovviamente la sua storia non finisce qui. Dopo la serata di Renzi e Hollande alla Francescana, in agosto alla Ferrari preparerà la cena per Renzi e la Merkel come ambasciatore plenipotenziario in cucina.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
