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San Felice, il killer è ancora in coma. La vittima sarà cremata

San Felice, il killer è ancora in coma. La vittima sarà cremata

San Felice. Enrico Guerzoni è in condizioni irreversibili, però resta piantonato. La nonna di 62 anni parte per il funerale in India. I famigliari in una nuova casa

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SAN FELICE. Enrico Guerzoni è in coma irreversibile, non ha nessuna speranza di riprendere conoscenza, ma resta piantonato in stato di arresto all’ospedale di Baggiovara dove è ricoverato da quindici giorni con l’accusa di omicidio premeditato.

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Viste le circostanze, la Procura gli ha risparmiato l’altra imputazione che era evidente nel piano architettato dal 58enne sanfeliciano, ex esatore di un istituto di vigilanza, ed ex falegname alla Rilus: ovvero di far saltare la palazzina dove viveva, in via Perossaro Vecchia, e dove vivevano i suoi vicini, inclusa Kamaljit Kaur, la 62enne che Guerzoni ha attirato in un tranello, dando fuoco alla tromba delle scale ed attendendola davanti all’ingresso della palazzina dei cantonieri della Provincia, chiuso con il chiavistello. La donna è stata freddata con due colpi della calibro 22 per uso sportivo che Guerzoni deteneva regolarmente, nonostante progressivi e mai espliciti segni di depressione.

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LA VICENDA Guerzoni, che aveva aperto una bombola di gas e disseminati la casa di bottiglie piene di liquido infiammabile, si è poi sparato in testa all’arrivo dei primi soccorritori, nella cantina dove si era rifugiato in attesa dell’esplosione finale.

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Premeditata, visto che da settimane annunciava agli odiati vicini che dal primo giugno avrebbero potuto fare le migliorie al palazzo (tinteggiatura, pulizia, taglio dell’erba...) cui l’uomo si opponeva ostinatamente.

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In questo limbo, la salma di la salma di Kamaljit Kaur nel frattempo torna in India. Sarà “bruciata” domenica ad Amritsar, dove giungerà in mattinata con un volo speciale, in partenza da Milano Malpensa.

Le ceneri della donna assassinata da Guerzoni saranno sparse a Jaja, secondo il rito religioso cui fa riferimento la famiglia.

È stato anche dimesso dall’ospedale il piccolo Manraaj, di appena 20 mesi, che la nonna teneva in braccio nel corso dell'agguato.

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«Sta superando il trauma», racconta Gurpreet, il papà del bambino, nella loro nuova abitazione. Il Comune gli ha infatti trovato una sistemazione in via Repubblica, poichè casa di via Perossaro è inagibile.

La Procura, dopo gli ultimi rilievi della medicina Legale, l’ha fatta dissequestrare e i Singh sono potuti rientrare - con il supporto dei vigili del fuoco - per recuperare un po’ di masserizie, traslocandole.

«Questo appartamento ci era costato 80mila euro - spiega Gurpreet - ma da quando ci abitavano Guerzoni ci ha osteggiato. Lo avevo messo in vendita, la folle tragedia è arrivata prima...».

Anche Gurpreet partirà sabato per l’India, per assistere al funerale della madre, che era arrivata in Italia a gennaio 2015 proprio per accudire l’amato nipotino, lasciando in patria il marito, che la famiglia ha informato da subito di quanto accaduto. (a.se)

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