Sghedoni si dimette da Confindustria Caiumi: ecco perché
Il presidente commenta la scelta dell’Ad di Kerakoll: «Problemi? Sì ma le ragioni riguardano la sfera nazionale»
Era in disaccordo con l’ex presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, fra l’altro suo concorrente diretto sul mercato, non ha gradito l’elezione di Boccia mentre lui sosteneva il bolognese Vacchi, e ora Gian Luca Sghedoni, amministratore di una grande azienda quale la sassolese Kerakoll, si dimette dall’ente confindustriale, in cui a Modena ricopriva la carica di vicepresidente a fianco del presidente Caiumi.
Una perdita sicuramente di una certa gravità per Confindustria Modena, attualmente impegnata nel perfezionamento della fusione con le realtà bolognese e ferrarese, operazione sostenuta anche dallo stesso Sghedoni.
E il presidente Caiumi, che ieri ha diffuso un comunicato per commentare la notizia dell’uscita di Kerakoll da Confindustria, non nasconde il rammarico, anche se tende a evidenziare che le scelte del 49enne imprenditore sassolese sarebbero prevalentemente dovute a motivazioni che riguardano la «sfera nazionale» dell’associazione degli imprenditori.
«Sono davvero dispiaciuto - dice Caiumi in una nota - che Gian Luca Sghedoni abbia scelto di uscire da Confindustria. Soprattutto perché le motivazioni che lo hanno portato a questo drastico passo riguardano prevalentemente accadimenti che toccano la sfera nazionale della nostra associazione. L'amministratore delegato di Kerakoll non ha gradito l'avvicendamento al vertice del nostro sistema. Ritiene che non rappresenti "il vero mondo dell'impresa". Tuttavia, nella lettera di dimissioni dalla carica di vicepresidente manifesta ampia "stima personale e professionale nei confronti del presidente di Confindustria Modena, del suo staff e di tutti gli imprenditori associati, apprezzando le scelte operate, in particolare quella di Confindustria Emilia"».
«Si tratta di un riconoscimento che mi fa particolarmente piacere - dice ancora Caiumi - Ma non serve a mitigare il rammarico per una decisione al momento irrevocabile. In tutti questi anni abbiamo lavorato insieme per rendere la nostra associazione un vero punto di riferimento per le imprese, una realtà che le accompagna nei processi di crescita e ne favorisce la competitività. Insieme ai vicepresidenti e ai membri di giunta abbiamo operato scelte di grande rilievo, determinanti per il rafforzamento del nostro sistema territoriale. Il percorso di unificazione con Bologna e Ferrara, che ci porterà l'anno prossimo alla costituzione di Confindustria Emilia, è stato ampiamente condiviso. Perché è convinzione comune che la forza del nostro sistema risiede prevalentemente nei territori, che concentrano la parte più significativa della nostra ricchezza imprenditoriale. Ebbene, ora che stiamo per raggiungere questo traguardo, che è una nuova partenza, il contributo di un imprenditore innovativo e lungimirante come Sghedoni sarebbe quanto mai significativo».
Poi nella parte finale dell’intervento Caiumi non risparmia una frecciatina verso Sghedoni ricordando che i problemi si risolvono dall’interno, e non con la fuga, sia pure ammettendo che Confindustria ha bisogno di rinnovamento e di modernizzarsi.
«È pur vero - prosegue infatti il presidente - che anche il nostro sistema associativo ha bisogno di mutare in profondità. L'ho ribadito pubblicamente anche alla nostra assemblea. Ma non è con il disimpegno che si contribuisce a migliorare il sistema delle imprese. Sono fermamente convinto, invece, che il cambiamento vada introdotto dall'interno. Siamo noi imprenditori che dobbiamo mettere le nostre capacità innovative a disposizione del nostro sistema di rappresentanza per migliorarlo e farlo crescere. Saranno realtà come Confindustria Emilia, che si muoveranno alla velocità delle imprese e che faranno rete con altri territori manifatturieri, a imprimere un'accelerazione significativa alla modernizzazione del nostro sistema».
«Un sistema, lo ha sottolineato bene il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, che "solo quando manca ci si accorge davvero che serve". Il seme del cambiamento - conclude Caiumi - germoglia dal confronto e dallo scambio costruttivo di idee che trovano poi la sintesi in un percorso comune. Garantiremo nuova progettualità al nostro sistema solo se sapremo mettere a fattore comune il meglio delle nostre capacità di uomini e di imprenditori. Oggi più che mai siamo chiamati a dare il nostro contributo».
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