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«I dispositivi? Portati dai corrieri»

«I dispositivi? Portati dai corrieri»

L’infermiera: «Il materiale non passava per la Farmacia, chiesi cosa succedeva»

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«Chiesi al dottor Sangiorgi a cosa servisse quel materiale e mi rispose: “Sono studi interni” o “Studi spontanei”. Lo disse altre volte. Non sapevo cosa intendesse con queste espressioni. Non gli chiesi altro».

Parla un’infermiera di Emodinamica incaricata di curare il materiale per gli interventi. Ieri mattina nel corso del processo “Camici sporchi” ha raccontato le sue perplessità di fronte a sperimentazioni come “First in man”, “Oyster” e altre che prevedevano schede che però poi venivano cancellate.

All’origine dei suoi dubbi, ha raccontato ai giudici, c’era la provenienza dei “device”, materiale e dispositivi utilizzati per interventi con sperimentazione.

Con l’arrivo del nuovo direttore del reparto arrivavano direttamente in reparto corrieri con pacchi e scatoloni. L’infermiera chiese spiegazioni alla coordinatrice, dato che quelle attrezzature biomedicali non passavano per la farmacia interna, ma questa disse di non saperne nulla. «Sangiorgi spiegò che faceva parte di un suo accordo con le ditte. Così arrivavano i pacchi e io mettevo il materiale in magazzino senza che finisse tra i dispositivi in uso normalmente».

«Ci arrivava quel materiale fuori dal circuito della Farmacia ospedaliera senza una bolla di accompagnamento. Era anche materiale ordinario ma la provenienza non seguiva la prassi. È chiaro che mi sia posta qualche dubbio». Ma l’infermiera ha poi ammesso di non aver fatto altre domande al direttore e di non aver quindi saputo nulla di più: in fondo era un’esecutrice.

L’infermiera ha raccontato di aver reintegrato il materiale utilizzato dovendo fare una telefonata al rappresentante della casa produttrice, un fatto anomalo. «Era stato lo stesso professor Sangiorgi a dirmi di prendere contatto così», ha detto. Un altro aspetto riguardava la fornitura di materiale e il loro costo. L’infermiera ha ricordato che si facevano acquisti in economia per risparmiare. La sua testimonianza ha quindi sottolineato ancora una volta che la direzione di Sangiorgi non seguiva più la prassi consueta di chiedere alla farmacia e ottenere il materiale necessario, ma seguiva altri canali oppure forniture dirette. Questo è uno dei nodi ancora da sciogliere del processo.

Prossima udienza il 6 luglio.

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