«La diffusione è legata all’immigrazione»
Immigrazione e malattie infettive: esiste una correlazione? Il fenomeno può aumentarne la diffusione? La risposta emersa dal convegno di ieri è sì. «Molte persone arrivano da altri Paesi già ammalate...
Immigrazione e malattie infettive: esiste una correlazione? Il fenomeno può aumentarne la diffusione? La risposta emersa dal convegno di ieri è sì. «Molte persone arrivano da altri Paesi già ammalate - ha spiegato Maria Paola Costi, docente Unimore - e tendono ad aumentare il rischio della diffusione di infezioni. A Londra c'è stato, recentemente, un congresso sulle problematiche in questione. Un aspetto che è emerso da quell'incontro è stato l'interesse specifico, da più fronti e realtà, rivolto all'immigrazione e agli aspetti ad essa legati. Tra essi è inserita anche la salute». Può fare qualche esempio? «Dalla Siria, per citare una nazione, c'è un grande flusso di persone - ha ricordato Costi - in viaggio verso l'Europa. Il movimento di popolazione che si sposta da quell'area al resto del mondo è uno dei più grandi flussi di persone dalla seconda guerra mondiale». Come mai può accadere ciò? «Le comunità di quelle aree sono già dense - ha ripreso la docente del dipartimento di Scienze della vita - ed è facile che avvenga una trasmissione di malattie infettive. Dunque, è altrettanto facile che gli immigrati arrivino con delle infezioni». Si possono mettere in campo risposte valide? «Noi dobbiamo tutelarci - ha risposto Costi - e prepararci a prevenirle. Non a caso, si stanno studiando dei vaccini che aiuterebbero ad affrontare la situazione». (m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
