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Picco di malattie tropicali, la ricerca passa da Modena

Picco di malattie tropicali, la ricerca passa da Modena

Un farmaco contro la leishmaniosi pronto per la sperimentazione sull’uomo La professoressa Costi: «È fondamentale la sinergia tra gli studiosi d’Europa»

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MODENA. «Ci sono tante malattie trascurate. Eppure, le grandi case farmaceutiche non se ne occupano». A parlare è Maria Paola Costi, docente dell'ateneo di Modena e Reggio. Alle malattie neglette tropicali (Ntd) è stato dedicato un convegno che ha visto la partecipazione di ricercatori di tutto il mondo. Il dibattito si è acceso ieri mattina e proseguirà anche oggi. Il luogo scelto per gli interventi è il complesso universitario in via San Geminiano. Tra i temi del confronto anche le novità apportate dal gruppo di studio Ntd capeggiato da Maria Paola Costi.

Come mai la scelta di svolgere il convegno a Modena?

«Questo è il terzo convegno che organizziamo sulla ricerca di nuovi farmaci - ha risposto Costi - per la cura delle malattie neglette. A Modena, in particolare nel gruppo di ricerca di cui faccio parte, c’è un forte interesse sull’argomento. Il lavoro continua da almeno due decenni. Inoltre, siamo inseriti in un circuito internazionale che comprende attività nell’ambito di progetti europei. La sinergia tra i quattro progetti europei in corso, finanziati dalla commissione è fondamentale».

A quali infezioni si fa riferimento?

«Alla leishmaniosi, alla malattia del sonno, la tripanosomiasi, la malaria e la schistosomiasi. Sulla prima l’ateneo sta sviluppando un farmaco che presto potrebbe arrivare allo studio sull’uomo».

Perché si parla di malattie trascurate?

«Le malattie trascurate sono molto diffuse, caratterizzano i Paesi emergenti e quelli poveri. Sono malattie croniche, esistono da sempre. Tuttavia, le industrie farmaceutiche non se ne occupano perché non c'è un ritorno economico importante. La nota positiva è che piccole e medie imprese riescono ad avere anche un ritorno economico. Così, s’interessano del tema e ciò favorisce la ricerca, sebbene i finanziamenti per i farmaci destinati alla cura di queste malattie scarseggino».

C'è un ritorno di queste infezioni a Modena?

«In Europa, Italia, o a livello regionale sono state in passato poco importanti, a parte la leishmaniosi che affligge i cani ed è sempre stata presente. Per le altre c'è una maggiore diffusione negli ultimi tempi».

Come mai?

«I cambiamenti climatici hanno favorito lo sviluppo della leishmaniosi anche in aree in cui non era presente fino a pochi anni fa. Prima la malattia era relegata nelle regioni mediterranee e nelle isole. Adesso, invece, è un fenomeno diffuso».

A Modena ci sono stati in passato casi di morbillo. È possibile una relazione tra una minor vaccinazione e un ritorno di certi patogeni?

«È normale che malattie scomparse dalla popolazione ritornino».

Si parla anche di resistenza agli antibiotici...

«Sì, su queste infezioni ci sono solo una decina in tutto di farmaci e molti risultano inefficaci. È un problema trascurato, ma bisogna essere pronti».

Martina Stocco

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