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Cemento, Betonrossi si difende

Cemento, Betonrossi si difende

«Non è depotenziato, pronti a fare i controlli». Cala il silenzio

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MIRANDOLA. «Con la presente precisiamo la nostra estraneità ai fatti oggetto di indagine».

Una comunicazione laconica, per certi aspetti coraggiosa, quella che il Gruppo Cementirossi-Betonrossi ha inviato a tutte le aziende che si sono servite del suo cemento nella ricostruzione della Bassa.

Estranei, insomma, all’inchiesta che vede indagati vertici e tecnici del colosso del cemento e della ditta della famiglia Zaccarelli di Mirandola, nel primo caso con l’accusa di associazione a delinquere, e di truffa, per avere costruito le scuole medie di Finale con cemento “depotenziato”. Come noto, nell’inchiesta della Procura sono state individuate altre 5 ditte della Bassa molto importanti, mentre ovunque ci si interroga sulla qualità del lavoro commissionato ed eseguito nella ricostruzione dalle ditte Betonrossi e Zaccarelli. «La storia della Betonrossi spa costituisce da anni garanzia dei nostri prodotti e lo dimostra la qualità della nostra storica clientela... Rassicuriamo in merito alla qualità del calcestruzzo già impiegato o a quello ancora da impiegare e dichiaramo la piena disponibilità ad eventuali verifiche», dice l’azienda piacentina. Verifiche che forse si faranno nella sola Mirandola, dove la promiscuità tra istituzioni e aziende coinvolte ha ovviamente destato molte polemiche. Sul resto un imbarazzante silenzio, anche dalle istituzioni locali. Passata la bufera mediatica, nessuno - tranne proprio Betonrossi - sembra più porsi il problema di verifiche a ritroso.

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